


Importanti relazioni in campo archeologico tra il Dipartimento di storia, scienze umane e della formazione dell’Università di Sassari e la Tunisia.
Alle missioni archeologiche di Uchi Maius, iniziate nel 1994, hanno partecipato circa 500 studenti italiani e 100 studenti dell’Institut National des métiers du patrimoine dell’Università di Tunisi, operai tunisini e ricercatori dell’Institut National du Patrimoine, prima sotto la guida di Mustapha Khanoussi ed ora di Monia Adili. Straordinari risultati hanno dato le ricerche di archeologia subacquea condotte dagli archeologi della Scuola di specializzazione in archeologia di Oristano, d’intesa con il Consorzio Uno, guidati da Raimondo Zucca e Mounir Fantar, a Nabeul (l’antica Neapolis) che hanno consentito il ritrovamento di materiali relativi alla presenza greca alla radice del Capo Bon, a Nord della Piccola Sirte.
Sulla base delle fotografie aeree è stato possibile localizzare il teatro romano di Neapolis, fin qui inedito. Un’altra equipe di epigrafisti del Dipartimento di storia, scienze dell’uomo e della formazione dell’Università di Sassari, con il contributo del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ha invece operato ad Uchi Maius, raccogliendo il materiale per la fabbricazione in 3D di modelli digitali delle iscrizioni ritrovate negli ultimi anni sulla ”collina dei sotterranei”. Molti dunque i successi ma anche i progetti per il futuro di cui si è parlato durante la recente visita in Tunisia di una delegazione dell’Università di Sassari guidata dal prof. Attilio Mastino. Mastino nell’incontro con il direttore del Museo del Bardo, Moncef Ben Moussa, oltre a portare la solidarietà del suo gruppo per l’attentato del marzo scorso (ricordato nei giorni successivi a Sassari con la manifestazione ”Il canto del Bardo”), ha comunicato che il prossimo volume de ”l’Africa Romana” (il XX della serie), sarà dedicato alle vittime del terrorismo e al popolo della Tunisia libera e democratica. E’ stata inoltre consegnata copia della petizione inviata all’Unesco, all’Alecso e alle autorità internazionali, firmata da 500 studiosi di molti paesi per la salvaguardia del patrimonio culturale libico e del Maghreb.
Infine il prof. Mastino ha espresso la volontà di realizzare presso il Fablab dell’Ufficio trasferimento tecnologico dell’Università di Sassari copie ridotte di alcuni monumenti custoditi nel Museo Nazionale del Bardo, con l’utilizzo di un software specifico e una stampante 3D. Nell’incontro con il direttore generale dell’Istituto nazionale del Patrimonio tunisino, Nabil Kallala, il prof. Mastino ed i suoi collaboratori hanno discusso a proposito della cooperazione italo-tunisina per il sito di Uchi Maius e del progetto di apertura della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine, d’intesa con il CNR italiano, temi che hanno ricevuto il sostegno dei ministeri competenti. Lo scopo del progetto ”Scuola Archeologica Italiana” sarà preliminarmente quello di stabilire contatti forti tra le istituzioni culturali italiane e tunisine con una prima fase rappresentata dalla realizzazione di una biblioteca, facente capo alla Scuola, fruibile dai tunisini, per la quale non saranno necessarie risorse specifiche, ma solo l’accordo col Museo di Cartagine e l’Istituto Italiano di cultura di Tunisi. Successivamente sono previste attività di cooperazione e formazione che coinvolgeranno studiosi dei due paesi. Nel corso del soggiorno ad Uchi Maius (Henchir Douamis), è emersa tuttavia l’esigenza di effettuare rapidamente interventi di consolidamento nell’anfiteatro, nella cittadella islamica, nella basilica paleocristiana e nelle terme scavate negli anni precedenti, fa sapere ad ANSAmed il prof. Attilio Mastino, che per questo chiede la collaborazione degli enti competenti. Interventi sono necessari per consolidare i due archi onorari (Severo Alessandro e Gordiano), le torri e le mura, il fortino bizantino, i frantoi, il foro, il campidoglio con i suoi annessi, la curia, il tempio di Esculapio, le necropoli, l’acquedotto, le cisterne, i depositi dei materiali.
Notizie ANSA






