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LA NOTTE PRIMA DEL RIENTRO DALLA SARDEGNA

La notte prima del rientro dalla Sardegna.

 

La notte prima di ripartire.
Giuditta, nei giorni scorsi, sì era lamentata delle mie albe molto rumorose.
Per farmi perdonare, la mattina del rientro, verso le 5,00, mi sono spostato nel bagno. Chiuse la porta della camera, poi quella del bagno – come un ladro senza fare rumore.
Qui si è acceso un neon lungo due metri. Una luce forte sopra un grande specchio di cristallo. Meno male che subito ho scoperto l’ interruttore che ha ridotto la luminosità senza però, poterlo spegnere.
Ho steso il piccolo asciugamano del bidè sul coperchio della tazza, mi sono appoggiato sul marmo che sostiene il lavandino – mi sembrava umido – invece era solo una caratteristica del calcare. Mi sono appoggiato come per dormire, ma a nulla sono valsi i preparativi. Allora, per distrarti, volgi lo sguardo agli oggetti. Il bidoncino dei rifiuti con apertura a pedale, diventa un buon interlocutore. Scruto i miei santali – blocco di plastica – dal quale fuoriuscivano solo quattro dita – il primo nascosto – che evidenziavano la imminente necessità di pedicure.
Alle 5,30 mi è sorta spontanea la voglia di radermi la barba. Così ho usato il sapone in Stick della stessa marca della crema, che non – avevo mai notato -riporta un *good morning* molto speciale.

STIK e CREMA da barba

Una insaponata approssimativa, e poi via con una gillette storica. Niente a che vedere con la reclame attuale del celebre *bomber* che, esagerando, indica l’ uso per 30 volte. Sarà per questa panzana che non l’ ho mai cambiata.
Il lungo tempo a disposizione mi ha consentito di eliminare qualsiasi pelicello dal viso, ed ho pensato che al risveglio, Giuditta, come è solita, avrebbe prolungato il suo bacio fino a somigliare ad un *pomiciamento* per attestarmi la sua gioia per *barba fatta*, e così è stato.
Vedete, ci vuole poco, e tutto funziona. Intanto oggi al rientro apparirò ancora più bello.

 

 

 

Post di Luigi Cocomello

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