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FORMIA: Un Monumento per l’App. della Finanza VINCENZO DI DONNA

Opera realizzata dal maestro Massimo Patroni Griffi.

Il Col. Paolo Kalenda

FORMIA – Una commovente cerimonia si è svolta nella caserma “Arturo Cerrato” del Gruppo Guardia di Finanza di Formia, in occasione dell’inaugurazione di un monumento commemorativo dedicato all’Appuntato dei Baschi verdi Vincenzo di Donna, caduto nell’adempimento del proprio dovere, poco più di due anni fa.

Alla cerimonia hanno presenziato il Comandante provinciale delle Fiamme gialle, Col. Paolo Kalenda, il Comandante del Gruppo di Formia, Magg. Luca Brioschi, il suo predecessore, Magg. Alessandro Lo Bello, il Comandante della Scuola Nautica della Guardia di Finanza di Gaeta, Col. Marzocca, il Comandante del Centro logistico delle Fiamme gialle di Formia, Col. Senese ed il Cappellano militare, padre Vincenzo Piccinenti. Erano, inoltre presenti, la moglie dell’Appuntato Di Donna, Sig.ra Maria, i figli Luigi ed Antonia, ancora in tenera età, i genitori ed altri parenti, giunti da Torre del Greco, paese d’origine del finanziere, che rivestiva anche l’incarico di assessore comunale nella locale amministrazione.

Il Col. Kalenda, con il cappellano Piccinenti ed il maestro Massimo Patroni Griffi

L’Appuntato Vincenzo Di Donna è deceduto in servizio il 26 agosto del 2010, lungo la Statale148, a seguito di un grave incidente stradale, mentre, in qualità di Capo pattuglia, era impegnato nella traduzione, nel carcere di Latina, del 20enne pregiudicato napoletano Francesco Rinaldi, arrestato a Scauri.

Palpabile la commozione, nel ricordo dell’Appuntato Di Donna, tracciato dal Maggiore Lo Bello, suo diretto superiore, al momento della scomparsa, mentre il Col. Kalenda ha sottolineato come “Vincenzo vive quotidianamente tra noi e questo monumento lo ricorderà, tutti i giorni, a quanti entreranno in Caserma, quale monito e sprone a seguirne l’esempio di serietà e dedizione al Corpo, fino all’estremo sacrificio, nell’adempimento del proprio dovere”.

L’opera, realizzata in marmo bianco ed acciaio, dal maestro Massimo Patroni Griffi di Roscigno, è alta più di due metri e simboleggia il sacrificio della morte, rappresentata in chiave concretinista, con forme rette in acciaio – tra cui spicca, drammaticamente, il giallo smembrato delle Fiamme della Finanza – fuoriuscenti da forme curve in marmo. In essa, il puro linguaggio dell’artista vuol essere un atto conoscitivo che dà forma al messaggio simbolico della scultura. Fiamme, forze e sentimenti che chiedono consolazione e pace al Cielo.

A scoprire il Monumento, dinanzi ad un picchetto di finanzieri schierati in armi, il Col. Paolo Kalenda e padre Vincenzo Piccinenti.

 

Il Direttore

Dott. Sergio Monforte

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