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FORMIA: LA FINANZA DI MARE TRASFERITA A GAETA?

FORMIA – Quasi un milione di euro buttati al vento, dal Comando generale della Guardia di Finanza, per il trasferimento, da Formia a Gaeta, della Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle. Un trasferimento che appare illogico, inutile ed incomprensivo e che, oltre a generare un assurdo sperpero di denaro pubblico, in un momento di gravissima crisi economica, come quello attuale e, per di più, ad opera di un Corpo benemerito, quale la Guardia di Finanza, preposto allo specifico controllo ed alla repressione di elusioni, evasioni ed appunto, sprechi.
Una vicenda incomprensibile ed assurda, quella del trasferimento della Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, soprattutto se fossero fondate talune voci che farebbero risalire la decisione ad un semplice capriccio ed a beghe politiche di sottoamministrazione. Fatto sta che, a distanza di oltre due anni da un precedente tentativo, ora la decisione sembra essere stata tratta ed il trasferimento firmato, con ulteriore sperpero di risorse economiche. Infatti, stando a quanto disposto dal Comando generale, non si comprendono davvero le motivazioni alla base del trasferimento, sia dal punto di vista strutturale, considerato che gli uffici andrebbero ubicati in un prefabbricato, posizionato all’interno del nuovo porto commerciale di Gaeta, in un sito ambientalmente ed igienicamente inidoneo, tra polveri di carbone e caolino ed accanto allo scolo di un torrente vernotico, che dal punto di vista operativo, tenuto conto che le unità navali resterebbero, invece, attraccate al molo Azzurra di Formia, con evidenti difficoltà di collegamento, soprattutto per il costante intasamento viario tra i due centri. Per non parlare del malcontento del personale e delle notevoli spese aggiuntive, per missioni e trasferimenti, che i comandi preposti andrebbero a sostenere, proprio in un momento di grave crisi economica che impone, a tutti, tagli alle spese e razionalizzazione dei compiti operativi e delle relative risorse.
Non a caso, sembra già decisa anche la soppressione della gloriosa Scuola Nautica di Gaeta, trasferita da Pola nell’immediato dopoguerra e dalla quale sono uscite intere generazioni di Finanzieri di mare.
La Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza è un reparto nato a Formia, 50 anni or sono e rimasto sempre allocato in città, nella moderna caserma “A. Cerrato”, con uomini e mezzi, vanto dell’intera comunità, per le innumerevoli e brillanti operazioni portate a termine nel corso degli anni, in tutti i settori di competenza.
A farsi interprete della mobilitazione unanime, da parte delle forze politiche cittadine, contro tale trasferimento, nonché delle preoccupazioni del personale in servizio, è stato lo stesso sindaco di Formia, Michele Forte, il quale ha già interessato del caso il Comandante in capo della Guardia di finanza, Generale di C.A. Nino Di Paolo. “Un eventuale trasferimento da Formia della Sezione operativa navale della Guardia di finanza, almeno nella componente relativa al personale, ha scritto il Sindaco, si evidenzia privo di giustificazioni logistico-strutturali ed operative, risultando fortemente negativo e penalizzante, sia per la città, che per il numeroso personale in servizio”. Va infatti considerato, prosegue il sindaco, che la gran parte delle famiglie del personale addetto alla Sezione navale delle Fiamme gialle vive stabilmente a Formia e le restanti unità pendolari sono ottimamente supportate dal collegamento ferroviario, al contrario di quanto accadrebbe con un trasferimento a Gaeta. “Pertanto, tenendo presente anche un precedente e specifico Ordine del giorno, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Formia, conclude la nota, auspico un suo cortese e decisivo interessamento, affinché la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza continui a mantenere la sua sede a Formia”.
In un recente passato, in merito a tale trasferimento, si è anche interessato l’ex Ministro della Funzione Pubblica, Mario Baccini, su sollecitazione del coordinatore locale dei Cristiano Popolari, Carmine Barone, il quale, ponendo pesanti interrogativi sulle “oscure” motivazioni del trasferimento, invocò, oltre ad una petizione popolare, anche un intervento della magistratura per far piena luce su alcuni aspetti della vicenda.

Il Direttore
Dott. Sergio Monforte

 

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