
Antonino Mondello è stato confermato alla guida dell’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio della Pubblica Amministrazione (UNMS) per i prossimi 4 anni.
Il Consiglio direttivo lo ha eletto durante il 23° Congresso nazionale che, quest’anno, si è svolto a Montesilvano, in provincia di Pescara. Alla carica di Vicepresidenti sono stati eletti Salvatore Leopardi, Giordano Ferretti e Leonardo Serpa. Il Consiglio Nazionale UNMS si completa con Leonardo Cassano, Carmine Diez, Stanislao Di Pascale, Luigi D’Ostilio, Vittorio Ghiotto, Nazzareno Giarretta e Paolo Milanese. Il Collegio Centrale dei Sindaci: Achille Gallaccio, Licia Mampieri e Giovanni Leggieri; Probiviri Leonardo Traisci, Emilio Coorona e Vincenzo Catenaro.

L’Unms è l’unico Ente Morale operante in tutta Italia e che rappresenta tutti coloro i quali, alle dipendenze dello Stato, hanno subito mutilazioni e infermità in servizio. L’Unione è anche vicina a tutti i giovani militari e alle loro famiglie.
L’UNMS con circa 40 mila iscritti rappresenta 350 mila cittadini : militari delle Forze Armate, carabinieri, agenti di polizia e polizia penitenziaria, guardia di finanza, forestali, vigili del fuoco, vigili urbani, magistrati e dipendenti della pubblica amministrazione, tutti i mutilati per servizio.
Un impegno, quello del presidente, che dura da decenni: dal 1979. Dopo aver ricoperto la carica di presidente provinciale di Catania e della Sicilia, è stato anche vice presidente nazionale dell’organizzazione e per il suo qualificato impegno nel sociale, nel 2004, è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana.
All’evento promosso dall’Unms anche il Comandante del Comando Forze di Difesa Interregionale Sud, generale di brigata, Antonio Raffaele e, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, il comandante militare regionale dell’Esercito per l’Abruzzo, generale di brigata Rino De Vito.

Tutti vicini a questi cittadini “speciali”, che vivono vite normali che a un certo punto vengono spezzate dagli attentati, come nel caso di Carmine Lettieri, 35 anni, di Nola. Il caporalmaggiore capo degli alpini è rimasto ferito gravemente durante una missione militare a Kabul, capitale dell’Afghanistan. Era il 3 ottobre 2004 e aveva 24 anni. La sua vita è cambiata e da allora si è dovuto sottoporre ad una serie di interminabili cure, oltre ad essere costretto su una sedia a rotelle. Però sente ancora forte l’appartenenza alla Patria e veste sempre con la sua divisa. Anche lui è vicino
all’Unms e crede che sia giusto non abbandonare le vittime del dovere e i mutilati per servizio.
Agli eletti, nel Congresso concluso nei giorni scorsi, l’augurio di buon lavoro e nuovi orizzonti per l’UNMS da tutta la Redazione di Ulisseland Journal.
L’Editore Prof. Luigi Cocomello


