
Il Centro studi archeologici “Pasquale Mattej” di Formia, attraverso il suo presidente, prof. Giorgio Ottaviani, in una lettera indirizzata alla Sovrintendenza Archeologica del Lazio, alla direzione del Parco Riviera di Ulisse, alla Procura della Repubblica di Latina ed al Comune di Formia, ha denunciato come nell’area protetta di Giànola, parte del Parco regionale Riviera di Ulisse, sono in corso opere di sbancamento nell’area dell’ex castello della contessa Pellegrino, costruito negli anni 1920, sulla parte nord-ovest della grande villa marittima romana attribuita a Mamurra.
Le opere in corso consistono in scavo e riporto di terreno e rocce e/o frantumi di muro a limitazione di nuove terrazze forse da adibire a parcheggio e si aggiungono ad altre recentemente compiute a danno anche del contesto paesaggistico e stanno sicuramente incidendo sulla parte archeologica sulla quale è poi sorta, nel Cinquecento, la Torre Foce, poi inclusa nella residenza moderna. Infatti l’impianto romano è manifestamente speculare, confermato nell’area oggetto dei lavori nella parte immediatamente sottostante e prossima alla scogliera, dove si riscontrano strutture e percorsi simili all’ala sud-est.
“Indipendentemente da quanto può essere stato concesso dalle competenti autorità, scrive il prof. Ottaviani, si ritiene non essere stata presa in considerazione tale evidenza, a danno dell’integrità di detta villa romana per ulteriori e future indagini e studi sulla sua configurazione.
Si chiede pertanto l’urgente intervento delle competenti autorità, mentre si è a disposizione per il sopralluogo e per ogni supporto”.
Il Direttore Dott. Sergio Monforte



