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FORMIA: Drammatica la situazione dell’ospedale “Dono Svizzero”

La denuncia di Francesco Carta del PD

“Ad un certo momento” il Sindaco di Formia  Michele Forte ed il Direttore Aziendale Renato Sponsilli cominciano  a frequentare quasi mensilmente l’Ospedale di Formia annunciando tante importanti novità. Intanto, in data 22 Novembre 2012, il TAR Lazio ha sospeso la delibera dell’ASL con cui veniva “temporaneamente” disattivatala Unità OperativaSemplice Dipartimentale di Odontostomatologia a Gaeta. Si tratta di una tipica piroetta tragicomica della pianificazione sanitaria di quest’epoca. In assenza di un piano d’indirizzo, infatti ogni provvedimento reca sempre in premessa la frase aulica “nelle more dell’approvazione del piano d’indirizzo”, si adottano provvedimenti che cambiano radicalmente il volto della sanità pubblica ovviamente in favore dei soggetti privati. In questo caso il segno del paradosso si raggiunge con questa decisione definita “temporanea”. Se non stessimo parlando di persone e di carne viva di tanti pazienti la vicenda avrebbe del comico ma in realtà rappresenta un fatto drammatico.

Oggi non basta gridare contro i tagli lineari,  bisogna affrontare nel vivo le questioni come quella predetta che  ancora, in epoca di crisi, è mossa  da ragioni incomprensibili sotto l’aspetto di una sana e razionale pianificazione sanitaria. Vorrei  aggiungere un altro esempio che riguarda la condizione  delle apparecchiature ospedaliere.

Nell’ospedale di Formia il 27 giugno 2012 si rompe l’Elettroencefalografo. Non ce n’è uno nuovo per sostituirlo. S’avvia la verifica per la riparabilità dell’apparecchio. Indizione della gara, inoltro prezzi, sospensione della gara perché decidono che invece di uno ne comprano tre, nuova fornitura dei prezzi, esecuzione della gara, delibera d’acquisto, pausa festività natalizie, fornitura dell’apparecchio, collaudo e supervisioni varie, addestramento del personale, se tutto procede senz’altri intoppi  ricominceranno a fare gli elettroencefalogrammi a Formia nel  Febbraio 2013. Nel frattempo i pazienti dell’Ospedale di Formia per sottoporsi ad  un Elettroencefalogramma vanno in ambulanza  a Latina e gli altri cittadini  emigrano a Cassino o a Mondragone.

Nella Radiologia di Formia è utilizzata una TAC multistrato (8 strati) nelle 24 ore perché Formia è Dipartimento d’Emergenza. A Fondi ve n’è una a 64 strati, molto più veloce e con maggior potere di definizione  che funziona solo nelle ore diurne. La TAC di Formia non possiede un banale masterizzatore per trasferire gli esami su dischetti magnetici. Di conseguenza devono stampare un numero limitato di lastre dal costo di 20 euro l’una. Ogni esame viene a costare circa 200 euro a fronte di un dischetto che conterrebbe tutti le scansioni e costerebbe pochi centesimi di euro. Inoltre l’archiviazione dei dati non si farebbe più su lastre con notevole risparmi di risorse e spazi. Nella Radiologia di Formia sviluppano ancora le lastre con gli acidi, i cui vapori malsani vengono continuamente inalati dal personale,  e vecchie sviluppatrici (1996-2000)  che periodicamente si scassano  provocando continue e costose manutenzioni. La radiodiagnostica giornaliera si fa con apparecchi in continua riparazione,  i cui pezzi di ricambio  ormai non si trovano più. Il Sindaco di Formia con  voce melliflua chiede ai dirigenti medici:”ditemi, di cosa avete bisogno?”. Quelli gli rappresentano esattamente   la situazione suddetta ma lui annuncia, assieme al Direttore Aziendale, che arriverà presto una Risonanza Magnetica Nucleare. La Risonanza Magnetica non sostituisce la TAC,  non si sa dove metterla e né con quali soldi e personale gestirla. Nel frattempo nella quotidianità andremo avanti con gli apparecchi esistenti. Ecco dimostrato come in epoca di crisi è ancora possibile andare dietro alle scelte opache della politica quella che il figlio Aldo dichiarava di voler tenere fuori dagli ospedali.

Il Direttore

Dott. Sergio Monforte

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