{"id":7910,"date":"2015-04-05T07:29:09","date_gmt":"2015-04-05T05:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=7910"},"modified":"2015-04-05T07:29:51","modified_gmt":"2015-04-05T05:29:51","slug":"7910","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/7910\/","title":{"rendered":"Intervista a Papa Francesco: &#8220;Avere cura di chi \u00e8 povero non \u00e8 comunismo, \u00e8 Vangelo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><figure id=\"attachment_7911\" aria-describedby=\"caption-attachment-7911\" style=\"width: 284px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Papa-Francesco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Papa-Francesco.jpg\" alt=\"Papa FRANCESCO\" width=\"284\" height=\"178\" class=\"size-full wp-image-7911\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7911\" class=\"wp-caption-text\">Papa FRANCESCO<\/figcaption><\/figure><br \/>\nRiceviamo e pubblichiamo: a cura del Dott. Lorenzo Paliotta<br \/>\nIntervista a Papa Francesco: &#8220;Avere cura di chi \u00e8 povero non \u00e8 comunismo, \u00e8 Vangelo&#8221;<br \/>\nLa Stampa &#8211; 11 gennaio 2015<\/p>\n<p>Il Pontefice: &#8220;Il Nuovo Testamento non condanna i ricchi, ma l&#8217;idolatria della ricchezza. Il nostro sistema si mantiene con la cultura dello scarto, cos\u00ec crescono disparit\u00e0 e povert\u00e0&#8221;<br \/>\nAnticipiamo uno stralcio di &#8220;Papa Francesco. Questa economia uccide&#8221;, il libro sul magistero sociale di Bergoglio scritto da Andrea Tornielli, coordinatore di &#8220;Vatican Insider&#8221;, e Giacomo Galeazzi, vaticanista de &#8220;La Stampa&#8221;. Il volume raccoglie e analizza i discorsi, i documenti e gli interventi di Francesco su povert\u00e0, immigrazione, giustizia sociale, salvaguardia del creato. E mette a confronto esperti di economia, finanza e dottrina sociale della Chiesa &#8211; tra questi il professor Stefano Zamagni e il banchiere Ettore Gotti Tedeschi &#8211; raccontando anche le reazioni che certe prese di posizione del Pontefice hanno suscitato. Il libro si conclude con un&#8217;intervista che Francesco ha rilasciato agli autori all&#8217;inizio di ottobre 2014.<br \/>\n&#8220;Marxista&#8221;, &#8220;comunista&#8221; e &#8220;pauperista&#8221;: le parole di Francesco sulla povert\u00e0 e sulla giustizia sociale, i suoi frequenti richiami all&#8217;attenzione verso i bisognosi, gli hanno attirato critiche e anche accuse talvolta espresse con durezza e sarcasmo. Come vive tutto questo Papa Bergoglio? Perch\u00e9 il tema della povert\u00e0 \u00e8 stato cos\u00ec presente nel suo magistero? <\/p>\n<p>-Santit\u00e0, il capitalismo come lo stiamo vivendo negli ultimi decenni \u00e8, secondo lei, un sistema in qualche modo irreversibile?<br \/>\n&#8220;Non saprei come rispondere a questa domanda. Riconosco che la globalizzazione ha aiutato molte persone a sollevarsi dalla povert\u00e0, ma ne ha condannate tante altre a morire di fame. \u00c8 vero che in termini assoluti \u00e8 cresciuta la ricchezza mondiale, ma sono anche aumentate le disparit\u00e0 e sono sorte nuove povert\u00e0. Quello che noto \u00e8 che questo sistema si mantiene con quella cultura dello scarto, della quale ho gi\u00e0 parlato varie volte. C&#8217;\u00e8 una politica, una sociologia, e anche un atteggiamento dello scarto. Quando al centro del sistema non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 l&#8217;uomo ma il denaro, quando il denaro diventa un idolo, gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti di un sistema sociale ed economico caratterizzato, anzi dominato da profondi squilibri. E cos\u00ec si &#8220;scarta&#8221; quello che non serve a questa logica: \u00e8 quell&#8217;atteggiamento che scarta i bambini e gli anziani, e che ora colpisce anche i giovani. Mi ha impressionato apprendere che nei Paesi sviluppati ci sono tanti milioni di giovani al di sotto dei 25 anni che non hanno lavoro. Li ho chiamati i giovani &#8220;n\u00e9-n\u00e9&#8221;, perch\u00e9 non studiano n\u00e9 lavorano: non studiano perch\u00e9 non hanno possibilit\u00e0 di farlo, non lavorano perch\u00e9 manca il lavoro. Ma vorrei anche ricordare quella cultura dello scarto che porta a rifiutare i bambini anche con l&#8217;aborto. Mi colpiscono i tassi di natalit\u00e0 cos\u00ec bassi qui in Italia: cos\u00ec si perde il legame con il futuro. Come pure la cultura dello scarto porta all&#8217;eutanasia nascosta degli anziani, che vengono abbandonati. Invece di essere considerati come la nostra memoria, il legame con il nostro passato \u00e8 una risorsa di saggezza per il presente. A volte mi chiedo: quale sar\u00e0 il prossimo scarto? Dobbiamo fermarci in tempo. Fermiamoci, per favore! E dunque, per cercare di rispondere alla domanda, direi: non consideriamo questo stato di cose come irreversibile, non rassegniamoci. Cerchiamo di costruire una societ\u00e0 e un&#8217;economia dove l&#8217;uomo e il suo bene, e non il denaro, siano al centro&#8221;.<\/p>\n<p>-Un cambiamento, una maggiore attenzione alla giustizia sociale pu\u00f2 avvenire grazie a pi\u00f9 etica nell&#8217;economia oppure \u00e8 giusto ipotizzare anche cambiamenti strutturali al sistema?<br \/>\n&#8220;Innanzitutto \u00e8 bene ricordare che c&#8217;\u00e8 bisogno di etica nell&#8217;economia, e c&#8217;\u00e8 bisogno di etica anche nella politica. Pi\u00f9 volte vari capi di Stato e leader politici che ho potuto incontrare dopo la mia elezione a vescovo di Roma mi hanno parlato di questo. Hanno detto: voi leader religiosi dovete aiutarci, darci delle indicazioni etiche. S\u00ec, il pastore pu\u00f2 fare i suoi richiami, ma sono convinto che ci sia bisogno, come ricordava Benedetto XVI nell&#8217;enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221;, di uomini e donne con le braccia alzate verso Dio per pregarlo, consapevoli che l&#8217;amore e la condivisione da cui deriva l&#8217;autentico sviluppo, non sono un prodotto delle nostre mani, ma un dono da chiedere. E al tempo stesso sono convinto che ci sia bisogno che questi uomini e queste donne si impegnino, ad ogni livello, nella societ\u00e0, nella politica, nelle istituzioni e nell&#8217;economia, mettendo al centro il bene comune. Non possiamo pi\u00f9 aspettare a risolvere le cause strutturali della povert\u00e0, per guarire le nostre societ\u00e0 da una malattia che pu\u00f2 solo portare verso nuove crisi. I mercati e la speculazione finanziaria non possono godere di un&#8217;autonomia assoluta. Senza una soluzione ai problemi dei poveri non risolveremo i problemi del mondo. Servono programmi, meccanismi e processi orientati a una migliore distribuzione delle risorse, alla creazione di lavoro, alla promozione integrale di chi \u00e8 escluso&#8221;.<\/p>\n<p>-Perch\u00e9 le parole forti e profetiche di Pio XI nell&#8217;enciclica Quadragesimo Anno contro l&#8217;imperialismo internazionale del denaro, oggi suonano per molti &#8211; anche cattolici &#8211; esagerate e radicali?<br \/>\n&#8220;Pio XI sembra esagerato a coloro che si sentono colpiti dalle sue parole, punti sul vivo dalle sue profetiche denunce. Ma il Papa non era esagerato, aveva detto la verit\u00e0 dopo la crisi economico-finanziaria del 1929, e da buon alpinista vedeva le cose come stavano, sapeva guardare lontano. Temo che gli esagerati siano piuttosto coloro che ancora oggi si sentono chiamati in causa dai richiami di Pio XI&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>-Restano ancora valide le pagine della &#8220;Populorum progressio&#8221; nelle quali si dice che la propriet\u00e0 privata non \u00e8 un diritto assoluto ma \u00e8 subordinata al bene comune, e quelle del catechismo di San Pio X che elenca tra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio l&#8217;opprimere i poveri e il defraudare della giusta mercede gli operai?<br \/>\n&#8220;Non solo sono affermazioni ancora valide, ma pi\u00f9 il tempo passa e pi\u00f9 trovo che siano comprovate dall&#8217;esperienza&#8221;.<\/p>\n<p>-Hanno colpito molti le sue parole sui poveri &#8220;carne di Cristo&#8221;. La disturba l&#8217;accusa di &#8220;pauperismo&#8221;?<br \/>\n&#8220;Prima che arrivasse Francesco d&#8217;Assisi c&#8217;erano i &#8220;pauperisti&#8221;, nel Medio Evo ci sono state molte correnti pauperistiche. Il pauperismo \u00e8 una caricatura del Vangelo e della stessa povert\u00e0. Invece san Francesco ci ha aiutato a scoprire il legame profondo tra la povert\u00e0 e il cammino evangelico. Ges\u00f9 afferma che non si possono servire due padroni, Dio e la ricchezza. \u00c8 pauperismo? Ges\u00f9 ci dice qual \u00e8 il &#8220;protocollo&#8221; sulla base del quale noi saremo giudicati, \u00e8 quello che leggiamo nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo: ho avuto fame, ho avuto sete, sono stato in carcere, ero malato, ero nudo e mi avete aiutato, vestito, visitato, vi siete presi cura di me. Ogni volta che facciamo questo a un nostro fratello, lo facciamo a Ges\u00f9. Avere cura del nostro prossimo: di chi \u00e8 povero, di chi soffre nel corpo nello spirito, di chi \u00e8 nel bisogno. Questa \u00e8 la pietra di paragone. \u00c8 pauperismo? No, \u00e8 Vangelo. La povert\u00e0 allontana dall&#8217;idolatria, dal sentirci autosufficienti. Zaccheo, dopo aver incrociato lo sguardo misericordioso di Ges\u00f9, ha donato la met\u00e0 dei suoi averi ai poveri. Quello del Vangelo \u00e8 un messaggio rivolto a tutti, il Vangelo non condanna i ricchi ma l&#8217;idolatria della ricchezza, quell&#8217;idolatria che rende insensibili al grido del povero. Ges\u00f9 ha detto che prima di offrire il nostro dono davanti all&#8217;altare dobbiamo riconciliarci con il nostro fratello per essere in pace con lui. Credo che possiamo, per analogia, estendere questa richiesta anche all&#8217;essere in pace con questi fratelli poveri&#8221;.<\/p>\n<p>-Lei ha sottolineato la continuit\u00e0 con la tradizione della Chiesa in questa attenzione ai poveri. Pu\u00f2 fare qualche esempio in questo senso?<br \/>\n&#8220;Un mese prima di aprire il Concilio Ecumenico Vaticano II, Papa Giovanni XXIII disse: &#8220;La Chiesa si presenta quale \u00e8 e vuole essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri&#8221;. Negli anni successivi la scelta preferenziale per i poveri \u00e8 entrata nei documenti del magistero. Qualcuno potrebbe pensare a una novit\u00e0, mentre invece si tratta di un&#8217;attenzione che ha la sua origine nel Vangelo ed \u00e8 documentata gi\u00e0 nei primi secoli di cristianesimo. Se ripetessi alcuni brani delle omelie dei primi Padri della Chiesa, del II o del III secolo, su come si debbano trattare i poveri, ci sarebbe qualcuno ad accusarmi che la mia \u00e8 un&#8217;omelia marxista. &#8220;Non \u00e8 del tuo avere che tu fai dono al povero; tu non fai che rendergli ci\u00f2 che gli appartiene. Poich\u00e9 \u00e8 quel che \u00e8 dato in comune per l&#8217;uso di tutti, ci\u00f2 che tu ti annetti. La terra \u00e8 data a tutti, e non solamente ai ricchi&#8221;. Sono parole di sant&#8217;Ambrogio, servite a Papa Paolo VI per affermare, nella &#8220;Populorum progressio&#8221;, che la propriet\u00e0 privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto, e che nessuno \u00e8 autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ci\u00f2 che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario. San Giovanni Crisostomo affermava: &#8220;Non condividere i propri beni con i poveri significa derubarli e privarli della vita. I beni che possediamo non sono nostri, ma loro&#8221;. (&#8230;) Come si pu\u00f2 vedere, questa attenzione per i poveri \u00e8 nel Vangelo, ed \u00e8 nella tradizione della Chiesa, non \u00e8 un&#8217;invenzione del comunismo e non bisogna ideologizzarla, come alcune volte \u00e8 accaduto nel corso della storia. La Chiesa quando invita a vincere quella che ho chiamato la &#8220;globalizzazione dell&#8217;indifferenza&#8221; \u00e8 lontana da qualunque interesse politico e da qualunque ideologia: mossa unicamente dalle parole di Ges\u00f9 vuole offrire il suo contributo alla costruzione di un mondo dove ci si custodisca l&#8217;un l&#8217;altro e ci si prenda cura l&#8217;uno dell&#8217;altro&#8221;.<\/p>\n<p>Redazionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo: a cura del Dott. Lorenzo Paliotta Intervista a Papa Francesco: &#8220;Avere cura di chi \u00e8 povero non \u00e8 comunismo, \u00e8 Vangelo&#8221; La Stampa &#8211; 11 gennaio 2015 Il Pontefice: &#8220;Il Nuovo Testamento non condanna i ricchi, ma l&#8217;idolatria della ricchezza. 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