{"id":7587,"date":"2014-06-30T15:40:32","date_gmt":"2014-06-30T13:40:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=7587"},"modified":"2014-06-30T15:40:32","modified_gmt":"2014-06-30T13:40:32","slug":"francesco-siciliano-linfinito-puo-bastare-a-naufragare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/francesco-siciliano-linfinito-puo-bastare-a-naufragare\/","title":{"rendered":"Francesco Siciliano: L&#8217;Infinito pu\u00f2 bastare a naufragare."},"content":{"rendered":"<p><b>L&#8217;Infinito pu\u00f2 bastare a naufragare<\/b><\/p>\n<figure id=\"attachment_7575\" aria-describedby=\"caption-attachment-7575\" style=\"width: 586px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/foto3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-7575\" alt=\"Dott. Francesco Siciliano\" src=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/foto3-764x1024.jpg\" width=\"586\" height=\"785\" srcset=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/foto3-764x1024.jpg 764w, https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/foto3-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/foto3.jpg 968w\" sizes=\"auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7575\" class=\"wp-caption-text\">Dott. Francesco Siciliano<\/figcaption><\/figure>\n<p>29-06-2014 &#8211; <a href=\"http:\/\/it.blastingnews.com\/redazione\/feynman\/\">Francesco Siciliano <\/a><\/p>\n<p><b>Giacomo Leopardi, poeta di Recanati, nel giorno del suo remotissimo compleanno.<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/it.blastingnews.com\/cultura-spettacoli\/2014\/06\/photo\/photogallery-l-infinito-puo-bastare-a-naufragare-47274.html?photo=1\" target=\"_blank\"><br clear=\"all\" \/> <\/a><\/p>\n<p>Giacomo Leopardi sul letto di morte<\/p>\n<p>&#8220;Sempre caro mi fu quest&#8217;ermo colle \/ E questa siepe, che da tanta parte \/ Dell&#8217;ultimo orizzonte il guardo esclude&#8221;<i>.<\/i> Il 29 giugno del 1798 nasceva a Recanati una delle intelligenze liriche pi\u00f9 lucide e profonde d&#8217;Europa: <b>Giacomo Leopardi<\/b>. &#8220;Ma sedendo e mirando, interminati \/ Spazi di l\u00e0 da quella, e sovrumani \/ Silenzi, e profondissima quiete\/ Io nel pensier mi fingo; ove per poco \/ Il cor non si spaura&#8221;<i>. <\/i><\/p>\n<p>Nel corso del suo studio matto e disperatissimo, e nella stessa composizione del suo pi\u00f9 celebre &#8220;idillio&#8221; <b>L&#8217;Infinito<\/b><i>,<\/i> il suo pathos lirico resta baluardo ineludibile della creazione poetica in lingua italiana, al contempo attestando il poeta marchigiano quale raffinato teoreta, dall&#8217;ingegno di singolare speculativit\u00e0 predittiva. Di recente, la stessa notizia del ritrovamento di un autografo verosimile de <b>L&#8217;infinito<\/b> ha generato attenzione pubblica notevole, prova dell&#8217;ancora intatto affetto che il Paese serba verso uno dei suoi pi\u00f9 sensibili <b>creatori di concetto<\/b>.<\/p>\n<p>Dopo il 1828, allorquando a <b>Bologna<\/b> conobbe la contessa Carniati-Malvezzi, Leopardi sembr\u00f2 riaversi da una sua crescente cupezza. Ma la novit\u00e0 dell&#8217;incontro dur\u00f2 un lampo. La salute peggiorava senza sosta e le aspettative di guadagno con l&#8217;attivit\u00e0 letteraria apparivano sempre pi\u00f9 remote. L&#8217;autoritratto che egli stesso traccer\u00e0 nello <b>Zibaldone<\/b><i>,<\/i> raccontava in tal modo: &#8221; Io sono \u2026 un sepolcro ambulante, che porta dentro di se un uomo morto, un cuore gi\u00e0 sensibilissimo che pi\u00f9 non sente&#8221;. Ma il suo acume interpretativo del presente, politico dapprima e della condizione delle &#8220;masse&#8221; poi, ne evolse rapidamente la capacit\u00e0 sociologica e l&#8217;intuito filosofico.<\/p>\n<p>Scriveranno alcuni suoi esegeti che &#8211; prigioniero dell&#8217;incomprensione del prossimo, amareggiato e disincantato, e rifuggendo ogni pi\u00f9 diffusa illusione &#8211; al termine delle sue forze Leopardi sembr\u00f2 riconoscere nel suo stesso simile un sodale esistenziale. Di fatti sembr\u00f2 ritrovare nell&#8217;<b>uomo<\/b> quel senso di <b>pietas<\/b> e di solidariet\u00e0 a difesa comune dalle sciagure condotte nell&#8217;esistenza da azioni e contingenze.<\/p>\n<p>Il tema del suo testamento lirico-filosofico, come contenuto ne <b>La Ginestra<\/b>, di fatti si condensa in tale sintesi di senso. Leopardi quindi s&#8217;avvi\u00f2 alla ricerca di un legame pi\u00f9 stretto col <b>vivente<\/b>, verso la richiesta di un ausilio, e ripromettendo una disponibilit\u00e0 al reciproco soccorso, nel tentativo di comporre una resistenza adeguata a fronteggiare gli insulti insorgenti nel corso d&#8217;una vita. Nel 1836, Leopardi scelse di abitare in una villetta alle falde del <b>Vesuvio<\/b>. L\u00e0 vi mor\u00ec il 14 giugno del 1837, nel frangente di una severa epidemia colerica. Antonio Ranieri, suo affezionato amico e ospite partenopeo, riporter\u00e0 del Leopardi queste ultime parole: &#8220;Io non ti veggo pi\u00f9, mi disse come sospirando. E cess\u00f2 di respirare&#8221;.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, tra le immensit\u00e0 d&#8217;oggi anche il &#8220;pensier nostro&#8221; s&#8217;annega irrimediabilmente: universo in espansione, <b>buchi neri<\/b> spettrali inghiottitori di materia, <b>neutrini<\/b> che ci attraversano senza dare alcun esito, supernove che deflagrano nel cosmo senza limiti, climate change che erode la pace del nostro immediato futuro, attori economici &amp; politici che fingono &#8211; con movenze di ottusa grevit\u00e0 &#8211; d&#8217;essere classi dirigenti, privi non di rado d&#8217;ogni competenza, moralit\u00e0 e lungimiranza per condurre il corso degli eventi. Con ci\u00f2, rendendo nient&#8217;affatto dolce il naufragare nel burrascoso mare degli umani.<\/p>\n<p>Redazionale a cura di Francesco Siciliano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Infinito pu\u00f2 bastare a naufragare 29-06-2014 &#8211; Francesco Siciliano Giacomo Leopardi, poeta di Recanati, nel giorno del suo remotissimo compleanno. Giacomo Leopardi sul letto di morte &#8220;Sempre caro mi fu quest&#8217;ermo colle \/ E questa siepe, che da tanta parte \/ Dell&#8217;ultimo orizzonte il guardo esclude&#8221;. 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