{"id":5624,"date":"2013-02-18T15:20:53","date_gmt":"2013-02-18T14:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=5624&#038;lang=it"},"modified":"2013-02-18T15:26:28","modified_gmt":"2013-02-18T14:26:28","slug":"non-tutti-sanno-n-9-febbraio-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/non-tutti-sanno-n-9-febbraio-2012\/","title":{"rendered":"NON TUTTI SANNO &#8211; n. 9 &#8211; Febbraio 2012"},"content":{"rendered":"<p>NON TUTTI SANNO: Rubrica a cura del Dott. Lorenzo Paliotta<\/p>\n<figure id=\"attachment_5626\" aria-describedby=\"caption-attachment-5626\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Palazzo_della_Consulta_Roma_2006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5626\" title=\"Palazzo_della_Consulta_Roma_2006\" src=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Palazzo_della_Consulta_Roma_2006.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"126\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5626\" class=\"wp-caption-text\">Palazzo della Consulta - Corte Costituzionale della Repubblica Italiana<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ALLA CORTE COSTITUZIONALE DEI PRIVILEGI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong>(sintesi dell\u2019articolo di Di Nicola da L\u2019Espresso n.18\/2008)<\/strong><\/p>\n<p>La carica di giudice costituzionale \u00e8 molto ambita. Per scegliere quelli di nomina parlamentare (un terzo) i partiti si azzuffano per anni. Un altro terzo \u00e8 riservato alle tre magistrature superiori (Cassazione, Corte dei conti e Consiglio di Stato) e per il resto sono scelti direttamente dal Capo dello Stato. Durano in carica nove anni e possono contare su un ricco appannaggio e su numerosi <em>fringe benefits<\/em> che perdurano anche dopo la scadenza del mandato. Ma quanto guadagnano i designati? 416 mila euro lordi il semplice giudice, addirittura 500 mila il presidente. Una cifra che fa impallidire quella del presidente della Repubblica (218 mila euro) e quella del presidente del Consiglio (210 mila euro). Gli alti livelli retributivi non portano benefici solo per i nove anni del mandato perch\u00e9 scaricano effetti miracolosi anche sulla liquidazione e sul trattamento pensionistico, persino nei casi di cessazione anticipata dall\u2019incarico. L\u2019esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello di Romano Vaccarella, difensore in vari processi di Berlusconi che lo fece eleggere alla Corte nell\u2019aprile 2002. Sarebbe dovuto restare in carica fino al 2011 ma lo scorso anno polemizzando col governo Prodi si \u00e8 dimesso. Con quali risultati? Vaccarella \u00e8 riuscito ad arrivare a 46 anni di anzianit\u00e0 lavorativa, il che gli ha permesso di riscuotere una superliquidazione di 1 milione e 200 mila euro lordi (circa 850 mila netti). Trattamenti di questo livello sono una regola per i giudici e vanno ad aggiungersi ad altre ricche dotazioni: un folto staff di assistenti portaborse, appartamenti di servizio, auto gratis ed autisti <em>ad personam<\/em> praticamente a vita. La Corte Costituzionale costa ogni anno 50 milioni di euro. La struttura amministrativa (circa 220 persone) \u00e8 guidata da un segretario generale, nominato dalla presidenza, con incarico temporaneo tra alti magistrati o esperti. Quello attuale, Giuseppe Troccoli, magistrato della Corte dei Conti, guadagna circa 230 mila euro lordi l\u2019anno. Il presidente della Corte Costituzionale viene scelto tenendo conto dell\u2019anzianit\u00e0 di carica. Per questo si continua ad assistere ad un tourbillon di nomine, anche per brevissimi periodi. Per soli otto mesi sono stati presidenti: Annibale Marini, Piero Alberto Capotosti, Gustavo Zagrebelsky; per 4 mesi Valerio Onida; per 3 mesi Giuliano Vassalli e Francesco Paolo Casavola; per appena 44 giorni Vincenzo Caianiello. L\u2019essenziale \u00e8 che lo stipendio corra! Il giudice pu\u00f2 contare su una segreteria composta da tre persone, una delle quali assunta anche dall\u2019esterno. L\u2019eletto ha poi diritto ai c.d. assistenti di studio, da lui scelti fiduciariamente. Si tratta di magistrati e professori universitari (attualmente i distaccati dal CSM sono una quarantina) che fanno ricerche e allestiscono fascicoli sulle delicate questioni che la Corte \u00e8 poi chiamata a dirimere. In origine questi assistenti erano quattro e per tutti i 15 magistrati della Consulta. Ma con gli anni\u00a0 i loro ranghi si sono infoltiti: dall\u201984 i magistrati si sono autoassegnati ciascuno addirittura tre assistenti che, oltre a continuare a riscuotere lo stipendio dell\u2019amministrazione di provenienza, incassano pure una discreta indennit\u00e0 dalla Corte: 33 mila 690 euro l\u2019anno (oltre il cellulare gratis) se lavorano a tempo pieno, pi\u00f9 di 25 mila se impiegati a tempo parziale. Questi assistenti dovrebbero restare alla Corte al massimo 9 anni, ma lasciare il palazzo e i suoi privilegi non \u00e8 facile per cui molti restano accettando persino una collocazione nell\u2019<em>ossario<\/em>, come viene definito l\u2019Ufficio Studi. I giudici lavorano a settimane alterne (senza contare che per tutto il mese di luglio e fino al 20 settembre di regola si fermano del tutto). Nella settimana in cui sono impegnati arrivano in sede il luned\u00ec pomeriggio per la camera di consiglio, il marted\u00ec fanno udienza pubblica, la mattina seguente discutono le cause e scrivono sentenze, il gioved\u00ec alle 13 finisce tutto con qualche rara eccezione al pomeriggio. I giudici possono tranquillamente ritirarsi e fare la siesta nei confortevoli pied-\u00e0-terre di cui sono dotati (anche quelli residenti a Roma) al quinto piano della Consulta o nel vicino palazzo di via della Cordonata. Un punto di appoggio che\u00a0 consente di evitare strapazzi e soprattutto di risparmiare soldi per l\u2019albergo o l\u2019affitto di un appartamento. I giudici costituzionali hanno poi diritto ad una carta di libera circolazione sulle ferrovie; al rimborso dei viaggi aerei e dei taxi; ad una tessera Viacard e al telepass per le autostrade. Non mancano poi i cellulari, il computer, il telefax anche a casa e a spese della Corte, come l\u2019utenza telefonica fissa dall\u2019abitazione privata. Ai giudici \u00e8 riconosciuto il rango di\u00a0 ministri e come questi hanno diritto a una macchina di servizio con ben due autisti personali, a disposizione sia a Roma che nella citt\u00e0 di residenza. Ma mentre il ministro perde il privilegio una volta cessato dall\u2019incarico, il giudice costituzionale conserva l\u2019auto e il diritto allo chauffeur anche quando va in pensione sia che abiti a Roma sia che risieda altrove. Quanto alle pensioni, anche su di esse le ricche retribuzioni fanno sentire effetti portentosi. Vaccarella, per esempio, ricongiungendo gli anni di universit\u00e0 con quelli alla Consulta, pu\u00f2 riscuotere 14.288 euro netti al mese. Fernanda Contri si porta a casa ogni mese un assegno netto di 6.463 euro che per soli 9 anni di mandato fanno impallidire le vituperate pensioni dei parlamentari che, con un periodo di anzianit\u00e0 identico, riscuotono appena 4.351 euro mensili. Davvero una grande performance quella della Contri! Con soli 9 anni di anzianit\u00e0 lavorativa alla Corte, essendo equiparata a un pubblico dipendente, l\u2019avvocato-giudice nemmeno avrebbe avuto diritto alla pensione. Il minimo di anni richiesto a uno statale \u00e8 stato infatti portato a 20 anni. Come ha fatto allora a spuntare l\u2019appannaggio? Per la Contri \u00e8 stata applicata un\u2019apposita leggina che ha portato il requisito dell\u2019anzianit\u00e0 minima per la pensione richiesta ai giudici costituzionali provenienti dal libero foro solo a nove anni. Guardacaso, proprio quello che a lei serviva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON TUTTI SANNO: Rubrica a cura del Dott. 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