{"id":5301,"date":"2012-12-02T08:44:37","date_gmt":"2012-12-02T07:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=5301&#038;lang=it"},"modified":"2012-12-02T08:46:53","modified_gmt":"2012-12-02T07:46:53","slug":"non-tutti-sanno-n-8-dicembre-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/non-tutti-sanno-n-8-dicembre-2012\/","title":{"rendered":"NON TUTTI SANNO (n. 8 \u2013 DICEMBRE 2012)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: medium; background-color: #ff0000;\">NON TUTTI SANNO (n. 8 \u2013 DICEMBRE 2012)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: medium; color: #0000ff;\">RUBRICA A CURA DEL DOTT. LORENZO PALIOTTA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">La bocca e le mosche<\/span>. \u201cPi\u00f9 fatica \u00e8 tacer che parlare:\/ quantunque alle ignoranti genti stolte\/ strana proposta questa forse pare\u201d (<em>Orlando Innamorato<\/em> di Matteo M. Boiardo). Nel Don Chisciotte di Cervantes c\u2019\u00e8 una battuta esilarante: \u201cNella bocca chiusa non entrano le mosche\u201d. Ed \u00e8 proprio vero: aprire spesso la bocca non solo fa fuoriuscire ogni genere di microbi ma ne fa ingurgitare altrettanti. La metafora \u00e8 evidente e bolla la chiacchiera insensata e fatua. In questa linea vale, allora, il monito del Boiardo, poeta emiliano del Quattrocento. Dunque, in primo luogo \u00e8 ben pi\u00f9 facile parlare che tacere. Un po\u2019 tutti dobbiamo confessare di esserci talvolta scavata la fossa sotto i piedi per il gusto impulsivo di dire una battuta, forse anche brillante ma destinata a lasciare una traccia negativa incancellabile. In secondo luogo, la proposta di tacere sembra \u201cstrana\u201d, nota il Boiardo, agli stupidi i quali optano sempre per l\u2019immediatezza e l\u2019impulsivit\u00e0. Come dire che l\u2019unit\u00e0 di misura per scoprire lo stolto \u00e8 proprio la sua irrefrenabile loquacit\u00e0. Perch\u00e9, secondo un famoso detto giudaico, \u201cil sapiente sa quel che dice, lo stupido dice quel che sa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Violenza e coraggio<\/span>. \u201cLa violenza di chi usa le armi \u00e8 condannata, quella di chi le fabbrica passa inosservata\u201d (B. Croce). \u201cLa non violenza non \u00e8 una giustificazione del codardo. E\u2019, invece, la suprema virt\u00f9 del coraggioso\u201d (Gandhi). Come dire, in altre parole, che la violenza non \u00e8 forza ma debolezza. Una battuta del filosofo antifascista triestino Mario Hrvat (1910-1948) coglie una delle tante ipocrisie della societ\u00e0 moderna: si \u00e8 pronti a tuonare contro il sangue versato in guerra e si ha il conto in banche che foraggiano l\u2019industria degli armamenti o si passa sopra al fatto che i conflitti del terzo Mondo sono sostenuti dalla produzione massiccia di armi dei Paesi occidentali. Molti poi usano bollare chi si impegna per la pace e la non violenza con un aggettivo, codardo. In realt\u00e0, la vera grandezza e l\u2019autentico coraggio \u00e8 di chi sa spezzare col perdono la catena della violenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per la prima volta <span style=\"text-decoration: underline;\">un italiano<\/span> va <span style=\"text-decoration: underline;\">alla guida di un\u2019universit\u00e0 americana<\/span>. E\u2019 il prof. Franco Pavoncello, nuovo presidente della John Cabot University, che ha sede a Roma nel complesso dell\u2019Accademia dei Lincei, fondata nel 1972 e accreditata dalla Commissione per l\u2019istruzione universitaria della Middle States Association. Dopo la laurea in affari internazionali all\u2019Universit\u00e0 ebraica di Gerusalemme, Pavoncello ha trascorso 10 anni negli Usa; ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 del Michigan e ha lavorato come ricercatore associato ad Harvard. Alla Cabot \u00e8 stato docente di scienze politiche dal 1990 e direttore accademico dal 1999. Ora \u00e8 arrivato al massimo riconoscimento. \u201cSono nato e cresciuto a Roma &#8211; ha dichiarato \u2013 ma sono anche orgoglioso di essere il primo presidente italiano nello storia dell\u2019educazione universitaria americana\u201d. In tempi di fuga di cervelli, una notizia in singolare (e gradita) controtendenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I successi e i fallimenti del <span style=\"text-decoration: underline;\">presidente brasiliano Lula<\/span>. Questi, gi\u00e0 operaio metallurgico, ha fatto carriera nel sindacato. Nel 1980 ha fondato il partito dei lavoratori. Sconfiggendo l\u2019ex-ministro Serra, \u00e8 diventato Capo dello stato il 27 marzo 2002. Gli si possono attribuire <em><span style=\"text-decoration: underline;\">successi<\/span> <\/em>nei seguenti campi: Retribuzioni (il salario minimo dei lavoratori era di 200 reais nel 2002, da agosto 2006 \u00e8 salito a 350, circa 150 euro. La distribuzione del reddito ha registrato un miglioramento lieve, ma senza precedenti); Energia (con l\u2019attivazione della P-50, la nuova megapiattaforma petrolifera della compagnia statale Petrobas, il Brasile si \u00e8 garantito l\u2019autosufficienza petrolifera); Valuta (il real \u00e8 la moneta che pi\u00f9 si \u00e8 apprezzata nei confronti del dollaro negli ultimi due anni); Povert\u00e0 (grazie a una serie di programmi sociali, come Fome Zero, il numero di indigenti \u00e8 sceso dell\u20198% e essi rappresentano oggi meno del 24% della popolazione); Borsa (per la prima volta dal 1950 l\u2019inflazione \u00e8 rimasta sotto l\u20198% all\u2019anno e l\u2019indice di Borsa (ibovespa) ha registrato un aumento del 41,8% in dodici mesi); Terre (nonostante le recenti occupazioni del Movimento dei senza terra, la riforma agraria ha compiuto passi importanti. Sar\u00e0 rispettata la promessa di garantire a 400mila famiglie un fazzoletto di terra); Amazzonia (il diboscamento dell\u2019Amazzonia ha registrato uno storico \u201331% nel 2005 e una ulteriore diminuzione del 10% nei primi dieci mesi del 2006). E veniamo ora ai <em><span style=\"text-decoration: underline;\">fallimenti<\/span><\/em>: Corruzione (si \u00e8 perso il conto dei milioni di reais pagati ai parlamentari dell\u2019opposizione per garantirsi il loro voto, e non \u00e8 stato l\u2019unico scandalo del Governo); Crescita (la m\u00e8ta del Governo era quella di far crescere il Brasile al ritmo del 5% all\u2019anno, ma non \u00e8 stata rispettata; inoltre il carico fiscale \u00e8 aumentato dal 35 al 37% del Pil); Istruzione (la spesa relativa non ha raggiunto il 7% del Pil come promesso e il tasso di analfabetismo \u00e8 sceso troppo poco, dall\u201911,8 al 10%); Occupazione (entro la fine del mandato saranno stati creati oltre 4 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro, la promessa per\u00f2 era quella di crearne 10 milioni); Banche (gli interessi restano mediamente del 56% al mese, i pi\u00f9 alti del mondo dopo l\u2019Angola. Ci\u00f2 ha penalizzato soprattutto la classe media mentre gli istituti di credito hanno guadagnato come non mai); Sanit\u00e0 (resta molto carente, in Amazonas 4mila ammalati ogni giorno aspettano in lunghe file di essere visitati); Violenza (la violenza urbana \u00e8 ancora una delle pi\u00f9 gravi piaghe sociali. Il Brasile continua a mantenere il record dei morti ammazzati: circa 50mila l\u2019anno. Inoltre, ogni 36 ore un poliziotto viene licenziato per corruzione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Arriva il vigile \u201chi-tech\u201d.<\/span> Ricordate il \u201cvigile\u201d di Alberto Sordi, tutto fiero della sua divisa? Al giorno d\u2019oggi chiss\u00e0 con quale orgoglio sfoggerebbe i nuovi strumenti che la tecnologia sta per mettergli a disposizione. Dal 25\u00b0 convegno della Polizia locale, tenutosi a Riccione, arriva qualche anticipazione. A cominciare dal computer palmare, con tanto di ministampante, che presto render\u00e0 inutili penna e blocchetto: servir\u00e0 al vigile per collegarsi con la centrale, verificare i dati in tempo reale ed emettere le multe. Ma la tecnologia \u201cwireless\u201d promette altre novit\u00e0: telecamere senza fili per videosorvegliare le strade o l\u2019autovelox radar a effetto doppler capace di controllare quattro corsie e persino i veicoli che marciano in senso opposto. Senza contare il misuratore tridimensionale di incidenti che permetter\u00e0 di ricostruire su un video la dinamica di un sinistro senza bloccare per troppo tempo il traffico. Tutto quanto occorre, insomma, per rendere il lavoro del vigile pi\u00f9 facile e rapido. Ma, di sicuro, non indolore. Per gli automobilisti, s\u2019intende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019autoironia dei gesuiti<\/span>: sul sito internet antologia di barzellette. Un giorno chiedono ad un gesuita che cosa fosse il diluvio universale. E lui: acqua passata\u2026E\u2019 una delle decine di barzellette che si possono leggere sul sito internet dei Gesuiti (<a href=\"http:\/\/www.gesuiti.it\/\">www.gesuiti.it<\/a>). I padri della Compagnia di Ges\u00f9 hanno dedicato all\u2019umorismo un\u2019apposita pagina nella sezione \u201clinguaggi\u201d. I Gesuiti come i carabinieri. Un accostamento bizzarro se non fosse che a proporlo sono proprio i religiosi. Si legge infatti nella presentazione dell\u2019area umoristica: \u201cEcco una sezione in cui ci prendiamo un po\u2019 in giro. Come i carabinieri, anche i gesuiti hanno una certa \u201cletteratura\u201d in fatto di barzellette\u201d. E poi l\u2019invito ai lettori: \u201cSe ne conoscete altre, non mancate di farcele conoscere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Eutanasia<\/span> = Causare volutamente la morte di un paziente. Il Comitato nazionale per la bioetica (Cnb) ha definito, in un documento del 14 luglio 1995, l\u2019eutanasia come l\u2019uccisione \u201cdiretta e volontaria di un paziente terminale in condizioni di grave sofferenza e su sua richiesta\u201d. In altri termini, essa consiste nel mettere in atto, intenzionalmente e volontariamente, azioni o omissioni che causano direttamente la morte di un paziente che si trovi nello stadio terminale della malattia di cui \u00e8 affetto e che abbia chiesto o chieda di morire. Nella stessa linea si pone l\u2019enciclica Evangelium Vitae (65): \u201cPer eutanasia in senso vero e proprio si deve intendere un\u2019azione o un\u2019omissione che di natura sua e nelle intenzioni procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore\u201d. I significati della parola eutanasia sono mutati nel corso del tempo. Nella cultura romana aveva principalmente il significato di \u201cmorte bella\u201d, nel senso anche di eroica. Oggi si intende invece l\u2019\u201duccisione intenzionale attuata con metodi indolori per piet\u00e0\u201d. Non si pu\u00f2 parlare di eutanasia nel caso di una persona che non sia morente oppure sia affetta da una malattia che, per quanto dolorosa, non la conduca necessariamente e rapidamente alla morte. Si pu\u00f2 parlare della distinzione tra eutanasia diretta e indiretta. La prima \u00e8 quella ora definita, la seconda \u00e8 quella che si produce come effetto secondario di un trattamento medico, quale la terapia antidolorifica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Cure palliative<\/span> = Presa in carico totale di chi si avvia al tramonto della vita. Il punto qualificante delle cure palliative \u00e8 quello di essere cure attive e globali, effettuate sulle persone affette da un male inguaribile, in cui le cure specifiche per la malattia non hanno alcuna risposta. Il loro obiettivo \u00e8 quello di non prolungare la vita ma di migliorarne la qualit\u00e0 alleviando le sofferenze. Per definizione, le cure palliative sono multidisciplinari. Infatti, del malato non si prende cura solo il medico, ma anche l\u2019infermiere, lo psicologo, il ministro di culto, la famiglia e anche i volontari adeguatamente preparati. Uno degli elementi centrali delle cure palliative \u00e8 la somministrazione di farmaci antidolorifici di varie famiglie (oppioidi e non). Il solo uso di farmaci antidolorifici semplici ha permesso di alleviare l\u201980% delle situazioni di dolore. Nonostante la semplicit\u00e0 d\u2019uso di questi farmaci, in alcuni casi essi non vengono ancora adoperati o per resistenze culturali o per mancanza di disponibilit\u00e0 dei farmaci, quali la morfina. E\u2019 urgente che le associazioni professionali dei medici (anche dei Paesi occidentali) si aggiornino nel campo delle cure palliative, secondo gli orientamento formulati dal Comitato etico dell\u2019Associazione europea di cure palliative. Dati recentemente forniti da un rapporto su alcuni Centri ospedalieri americani evidenziano che il dolore \u00e8 controllato adeguatamente solo nel 45% dei casi. Da qui la necessit\u00e0 di diffondere un\u2019educazione che coinvolga le universit\u00e0, le specialit\u00e0 mediche, le scuole infermieristiche e l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Accanimento terapeutico<\/span> = Trattamento inutile, fonte di sofferenza. Si tratta di \u201cun trattamento di documentata inefficacia in relazione all\u2019obiettivo, a cui si aggiunga la presenza di un rischio elevato o una particolare gravosit\u00e0 per il paziente, con un\u2019ulteriore sofferenza in cui l\u2019eccezionalit\u00e0 dei mezzi adoperati risulta chiaramente sproporzionata agli obiettivi\u201d (C. Manni, 1995). Esiste un\u2019esigenza di proporzione fra mezzi terapeutici e condizioni del paziente. In casi obiettivamente disperati non ha senso alcuno effettuare un intervento chirurgico o somministrare un farmaco o iniziare tentativi di riabilitazione. L\u2019accanimento terapeutico, infatti, non \u00e8 l\u2019atteggiamento del medico che \u201cfa di tutto\u201d per strappare alla morte un paziente, o per prolungare seppure di poco la sua vita. Risponde piuttosto all\u2019atteggiamento del medico che, pur sapendo di aver fatto ormai tutto il possibile, continua ostinatamente a sottoporre il malato a trattamenti inutili e gravosi, che non possono avere altro effetto se non quello di prolungare l\u2019agonia. In modo errato, alcuni ritengono che accanimento terapeutico significhi semplicemente \u201cessere tenuti in vita in condizioni precarie\u201d, quando ci si trova sopraffatti dal dolore e quando \u201cil desiderio di vivere si \u00e8 spento\u201d. In questo senso il concetto si identificherebbe con la volont\u00e0, di medici insensibili, di conservare ostinatamente la vita del paziente anche se questi non sa pi\u00f9 che farsene. In altre parole, se con il rifiuto dell\u2019accanimento terapeutico si intende la negazione di tutte quelle misure artificiali che tengono in vita in fase critica o terminale precisamente perch\u00e9 il paziente chiede di morire (oppure il medico vuole farlo morire), allora si rientra pienamente nella situazione dell\u2019eutanasia, cio\u00e8 nella volont\u00e0 di porre fine con azioni od omissioni alla vita di un malato per eliminare ogni dolore. Secondo tale concezione, non sarebbero eventuali trattamenti gravosi e inutili a costituire una forma di accanimento, ma sarebbe un accanimento il fatto stesso di mantenere in vita un morente o un malato grave. In questa linea si dovrebbero togliere la gran parte dei mezzi di sostegno vitale in fase terminale o nelle malattie croniche e invalidanti., con il risultato di far morire i pazienti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Testamento biologico<\/span> = Indicazione delle cure che un soggetto accetta. Il 18 dicembre 2003 il Comitato nazionale per la bioetica ha emanato un documento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Secondo tale documento il testamento biologico \u00e8 una indicazione sottoscritta dal paziente con la quale egli manifesta alcune semplici indicazioni sulle forme di assistenza che desidera ricevere o non ricevere in condizioni di incapacit\u00e0, senza porre comunque un totale vincolo sul medico ed escludendo alcune richieste: ad esempio, la sospensione di idratazione e alimentazione artificiale, e in generale le richieste eutanasiche, che caricherebbero il personale sanitario di una intollerabile responsabilit\u00e0 sulla morte dei pazienti. Per la verit\u00e0 il valore consultivo sulle preferenze di trattamento dei pazienti (per evitare forme di accanimento terapeutico), anche redatte in anticipo o comunicate a terzi, esiste gi\u00e0, cos\u00ec come il divieto di praticare l\u2019eutanasia, gi\u00e0 sancito dalla legge con il generale divieto di uccisione di consenzienti. Il tema \u00e8 stato per\u00f2 ripreso dai sostenitori dell\u2019eutanasia, che desiderano usare il testamento biologico come espressione della pi\u00f9 completa possibilit\u00e0 di \u201cautodeterminazione\u201d del paziente rispetto alla propria morte in caso di incoscienza o di incapacit\u00e0 decisionale. L\u2019intenzione \u00e8 esplicitamente pro-eutanasia. Infatti nei moduli predisposti dal comitato promosso dall\u2019oncologo Umberto Veronesi si ritrova la possibilit\u00e0 per il paziente di decidere autonomamente i tempi e i modi della propria morte, avvalendosi di un presunto diritto di morire che sarebbe addirittura speculare al diritto di vivere. Con il testamento biologico cos\u00ec inteso si vuole consentire l\u2019esercizio di questo inesistente diritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Suicidio assistito<\/span> = Richiesta di ottenere gli strumenti di morte. Questo tipo di suicidio consiste nella richiesta che una persona gravemente malata (ma non in stato di malattia terminale e quindi non prossima alla morte) fa in piena coscienza e in stato di lucidit\u00e0 mentale al medico o a un parente o a un amico di procurarle un farmaco che, una volta assunto, le dia la morte. La differenza rispetto all\u2019eutanasia sta nel fatto che \u00e8 la persona stessa che si procura la morte ingerendo un farmaco mortale che un\u2019altra persona le ha procurato: si tratta cio\u00e8 di un suicidio, sia pure \u201cassistito\u201d, a cui ha contribuito un\u2019altra persona, non di omicidio, come l\u2019atto eutanasico positivo od omissivo compiuto da un\u2019altra persona, sia pure su richiesta della persona malata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dott. Lorenzo Paliotta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON TUTTI SANNO (n. 8 \u2013 DICEMBRE 2012) RUBRICA A CURA DEL DOTT. LORENZO PALIOTTA La bocca e le mosche. \u201cPi\u00f9 fatica \u00e8 tacer che parlare:\/ quantunque alle ignoranti genti stolte\/ strana proposta questa forse pare\u201d (Orlando Innamorato di Matteo M. Boiardo). 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