{"id":4632,"date":"2012-08-16T23:53:59","date_gmt":"2012-08-16T21:53:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=4632&#038;lang=it"},"modified":"2012-08-16T23:56:08","modified_gmt":"2012-08-16T21:56:08","slug":"non-tutti-sanno-rubrica-del-dott-paliotta-n-4-agosto-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/non-tutti-sanno-rubrica-del-dott-paliotta-n-4-agosto-2012\/","title":{"rendered":"NON TUTTI SANNO \u2013 Rubrica del Dott. PALIOTTA \u2013 n. 4 (Agosto 2012)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>NON TUTTI SANNO (4) &#8211; 2^ Settimana Agosto 2012<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Pennichella hi-tech alla giapponese<\/em>. Per decenni giudicata un\u2019offesa alla produttivit\u00e0, in realt\u00e0 la siesta apparterrebbe alla storia del Giappone: gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0 gli agricoltori si concedevano una pausa al pomeriggio, abitudine che si diffuse poi con l\u2019arrivo dei missionari spagnoli. Viva la pennichella, dunque, ma non pi\u00f9 di 15 minuti. I giapponesi lo fanno a modo loro: con i minuti contati, perch\u00e9 dopo si deve tornare a lavorare fino a notte, pi\u00f9 efficienti di prima. Aziende come la Toyota a Tokyo abbassano le luci per agevolare la pennica e persino una scuola superiore di Fukuoka ha incoraggiato gli studenti a posare la testa sul cuscino. Non solo: nelle metropoli sorgono club e saloni che offrono ai clienti soste di 15-20 minuti in poltrone-letto a un prezzo equivalente a 4 euro. La siesta giapponese \u00e8 calcolata al minuto: abbastanza per rigenerare fisico e mente, senza per\u00f2 infiacchirli. Scientifici e tecnologici, questi giapponesi: sonnecchiano non per il gusto di farlo ma per ricaricare le pile. Uomini e telefonini?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un gigantesco <em>fiore costruito in acciaio e plastica<\/em>, con cinque petali che producono aria fresca e suoni rilassanti: acqua che scorre e uccellini che cinguettano. E\u2019 l\u2019ultima, futuristica trovata londinese per soccorrere pedoni e turisti durante i mesi estivi: la struttura, che si trova nella zona di Clerkenwell ed \u00e8 gi\u00e0 stata ribattezzata \u201cL\u2019oasi di Londra\u201d, \u00e8 alta 12 metri ed \u00e8 eco-compatibile, cio\u00e8 si alimenta con fonti di energia rinnovabile quali sole, aria e acqua. Gli orari di apertura? Facili da ricordare: proprio come in natura, il fiore si schiude la mattina e si richiude la sera, cambiando colore a seconda del degradare della luce del sole!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Biciclette in Sri Lanka<\/em>. Dai depositi impolverati del comune di Firenze alle spiagge assolate dello Sri Lanka. E\u2019 il viaggio che 166 biciclette abbandonate nel capoluogo toscano, recuperate e rimesse in sesto dai vigili, compiranno nei prossimi giorni, alla volta delle zone colpite dallo tsunami. L\u00e0 serviranno agli abitanti dei piccoli paesi, privi di ogni mezzo di trasporto, per andare a scuola o in citt\u00e0 a comprare cibo e medicine. Loro, questo \u00e8 certo, non le dimenticheranno a qualche angolo della strada\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ultima <em>novit\u00e0 televisiva dell\u2019estate 2006<\/em> potrebbe riguardare i neonati. I produttori di tv hanno deciso di reclutare proprio tra i beb\u00e9, da zero a 24 mesi, i telespettatori di domani, riservando ai piccolini un canale satellitare tutto per loro. La baby-tv satellitare potrebbe arrivare in Italia nelle prossime settimane direttamente dall\u2019America. Con trasmissioni 24 ore su 24, il canale promette ninne nanne, storie, canzoni e abbecedari animati realizzati su misura per bimbi piccolissimi: una specie di pre-scuola televisiva da seguire dalla culla. Cos\u00ec il bambino impara tante cose prima ancora di parlare. Un\u2019idea davvero bizzarra bombardare con milioni di immagini e suoni chi avrebbe invece bisogno di tranquillit\u00e0, voci, tenerezze e giochi familiari. Ma la tv furbetta sa che il suo pubblico va stregato al pi\u00f9 presto possibile. E si insinua tra un biberon e l\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il pranzo dei batteri.<\/em> E chi l\u2019ha detto che i batteri fanno sempre male? Non tutti i microbi sono tesserini orribili e cattivi. E\u2019 vero, magari non sono carini ma alcuni sono davvero altruisti, come quelli chiamati <em>pseudomonas stutzeri. <\/em>\u00a0Hanno un nome impossibile da pronunciare ma in compenso sono particolarmente utili. Il loro prezioso aiuto \u00e8 richiesto nel restauro degli affreschi, perch\u00e9 si nutrono di muffe e affini: in pratica si pappano quelle sostanze che aggrediscono e danneggiano i dipinti. E infatti per farli funzionare al meglio vengono tenuti a stecchetto per un po\u2019 di tempo, poi, affamati come non mai, vengono distribuiti con speciali impacchi sulla superficie da ripulire. Il risultato \u00e8 assicurato e accontenta proprio tutti, batteri compresi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Leonardo uno e due.<\/em> Quasi svenivano gli storici dell\u2019arte della National Gallery di Londra, il pi\u00f9 importante museo inglese, quando hanno messo la celebre \u201cVergine delle rocce\u201d di Leonardo davanti a un apparecchio per la riflettografia all\u2019infrarosso (una tecnica che permette di fotografare il disegno sotto la tela dipinta) e si sono visti comparire, disegnata sotto la testa della Madonna, una mano che non ci doveva essere! Increduli hanno inquadrato altre zone e si sono resi conto che Leonardo aveva cominciato a disegnare sulla tela un\u2019immagine della Madonna mentre adorava Ges\u00f9 Bambino, ma aveva cambiato poi completamente idea, disegnando e dipingendo il quadro che oggi vediamo. La scoperta ha fatto il giro del mondo ma ha suscitato anche tante domande, una in particolare: perch\u00e9 Leonardo ha cominciato in un modo e poi ha cambiato tutto? La questione non \u00e8 cos\u00ec semplice, anche perch\u00e9 esistono due versioni della Vergine delle Rocce, molto simili tra loro ma non identiche: la prima \u00e8 conservata al Louvre di Parigi, la seconda \u00e8 quella di Londra. Leonardo le aveva dipinte per la chiesa di San Francesco a Milano, oggi distrutta: la prima l\u2019aveva per\u00f2 venduta ad un cliente privato e aveva poi realizzato una seconda copia (quella di Londra) che venne posta, questa s\u00ec, sull\u2019altare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Capolavori, la scienza vi rif\u00e0 belli.<\/em> Raggi laser, onde acustiche, scanner all\u2019infrarosso, risonanze magnetiche, fluorescenza X e ultravioletti. Non, non sono il futuristico equipaggiamento di una navicella spaziale, ma gli strumenti utilizzati dai restauratori per curare e riportare alla bellezza di un tempo le opere d\u2019arte. E come negli ospedali i medici usano macchine complicatissime, cos\u00ec questi medici delle opere d\u2019arte utilizzano sistemi che sembrano fantascientifici, ma sono pura realt\u00e0. Un grande merito \u00e8 degli scienziati del CNR, che li ha presentati recentemente. Con le onde acustiche, cio\u00e8 le onde sonore, \u00e8 possibile trovare i punti dove la pittura si \u00e8 staccata dalla tela o dal muro, anche se sono invisibili a occhio nudo. Oppure, incredibile ma vero, con gli scanner all\u2019infrarosso si pu\u00f2 vedere sotto la superficie di un dipinto. E per eliminare lo sporco? C\u2019\u00e8 un laser capace di rimuoverlo con precisione e delicatezza senza toccare le parti sottostanti. Altri esami permettono infine di capire che et\u00e0 hanno i materiali utilizzati in un\u2019opera d\u2019arte e di riconoscere gli imbrogli. Brutti tempi dunque per i falsari!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In Italia comanda il portafoglio.<\/em> Curricula chilometrici, studi eccellenti e impegno costante servono a poco, per 6 italiani su 10. Ci\u00f2 che conta per arrivare ai piani alti di uffici e societ\u00e0, infatti, \u00e8 ben altro: le risorse economiche di cui si dispone (23%), le relazioni politiche (23%) e quelle personali (8%). A mettere nero su bianco \u00e8 stato il Censis nell\u2019indagine \u201cOligarchie e ceti deboli\u201d. Ma per fortuna c\u2019\u00e8 chi ancora crede (39%) che chi se lo merita davvero va avanti comunque. Come? Con le armi pi\u00f9 tradizionali: preparazione e competenza professionali, grinta e determinazione. Scopo dell\u2019indagine era anche quello di capire chi comanda davvero il Paese. A contendersi il primato sono le \u00e9lite economiche-finanziarie e quelle partitiche, mentre un gradino pi\u00f9 in basso sono i giornalisti ed i magistrati per finire con i tecnici e i grandi esperti (votati solo dal 2,1% degli italiani). Quindi, a quanto pare, tutto torna: a comandare la societ\u00e0 italiana non sono i cervelli. Ci\u00f2, conclude il Censis, testimonierebbe la \u201cpercezione diffusa del carattere tutt\u2019altro che meritocratico della mobilit\u00e0 verticale negli assetti di potere\u201d. Se poi a tutto questo si aggiunge l\u2019\u201dabbassamento della mobilit\u00e0 sociale\u201d di cui ha parlato De Rita, va a finire, secondo G. Roma, che la societ\u00e0 diventa \u201cun triangolo i cui vertici sono denaro, potere e visibilit\u00e0 mediatica\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Taikonauti alla conquista della Luna.<\/em> Taikonauti. Si chiamano cos\u00ec gli astronauti cinesi (da taiko che vuol dire astro). Mai sentiti nominare? E\u2019 solo questione di tempo. La Cina, infatti, \u00e8 decisa a conquistare lo spazio e, in particolare, la Luna. Le prime missioni hanno avuto successo. Nel 1999 \u00e8 stata lanciata la prima capsula Shenzhou che in cinese significa Nave degli Dei. E nel 2003 c\u2019\u00e8 stato il primo taikonauta Yang Liwei, seguito nel 2005 da altri due che sono rimasti nello spazio per cinque giorni. Il programma continua. Si comincer\u00e0 con satelliti esplorativi e sonde lunari senza equipaggio, per poi arrivare nel 2017 alla presenza stabile di taikonauti sulla Luna. Ma poi perch\u00e9 tanto interesse per la Luna? Ancora una volta la parola d\u2019ordine \u00e8 energia. Tra i vari minerali presenti sulla Luna, c\u2019\u00e8 infatti l\u2019elio-3, un gas che potrebbe diventare il carburante del futuro e che avrebbe il grosso vantaggio di non inquinare. Non deve stupire quindi la corsa allo sfruttamento dell\u2019elio-3 che vede ai primi posti, Cina, Usa, Russia e Arabia Saudita. Di certo il vincitore diventer\u00e0 il Paese pi\u00f9 ricco del mondo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2005: trovata in Alaska impronta di <em>dinosauro.<\/em> Fu uno studente dell\u2019universit\u00e0 di Fairbanks a \u201cinciampare\u201d per primo nell\u2019orma di un dinosauro nel parco nazionale Denali in Alaska. Era il 27 giugno 2005. L\u2019enorme traccia fossile, larga 13 centimetri e lunga ventuno, corrispondeva alla zampa sinistra di un terapside. Era la prima volta che in quella zona veniva trovata un\u2019orma riconducibile agli animali giganti che abitavano il pianeta 70 milioni di anni fa. Fino a quel giorno ne erano state trovate solo nella regione artica dove, un tempo, faceva un gran caldo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando il saggio addita il cielo, lo sciocco guarda il dito (Confucio).<\/p>\n<p>Il carattere \u00e8 la met\u00e0 del destino (Confucio).<\/p>\n<p>Per far trionfare il male, basta non muovere un dito (K.Annan).<\/p>\n<p>Meglio l\u2019ira del leone che l\u2019amicizia delle iene (Prov. abissino).<\/p>\n<p>Il barbiere pu\u00f2 far bello solo il guscio del cervello.<\/p>\n<p>A scodelle piene tutti si vogliono bene.<\/p>\n<p>Niente pesa pi\u00f9 di una testa vuota.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 \u00e8 come il sole: sorride e poi tramonta.<\/p>\n<p>Tutti nascono piangendo e nessuno muore ridendo.<\/p>\n<p>Quando vuoi bere alla sorgente, devi andare controcorrente.<\/p>\n<p>L\u2019onest\u00e0 \u00e8 una malattia rara, ma non contagiosa.<\/p>\n<p>Gli amici falsi sono come i fagioli: parlano dietro.<\/p>\n<p>All\u2019amore a prima vista, spesso serve l\u2019oculista.<\/p>\n<p>L\u2019avaro \u00e8 come il porco: serve dopo morto.<\/p>\n<p>Per sapere la verit\u00e0, bisogna ascoltare due bugiardi.<\/p>\n<p>La saetta gira e rigira\u00a0 torna addosso a chi la tira.<\/p>\n<p>L\u2019ubriachezza non \u00e8 colpa del vino ma di chi lo beve.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <em>malachite <\/em>\u00e8 l\u2019amuleto per i nati del Capricorno. Ed ecco le sue virt\u00f9: \u201cSana la malachite\/ da gotta e artrite\/ ma per la diarrea\/ non \u00e8 una panacea;\/ ma se la pancia \u00e8 ingombra\/ l\u2019agita e te la sgombra\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2003-04, la classe dell\u2019ultimo anno della Arlington high school, un liceo di Poughkeepsie (Usa), era formata da 12 coppie di gemelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fra gli animali non avviene mai che la creatura nata per essere una colomba si tramuti in falco, ci\u00f2 che invece sciaguratamente si verifica nel genere umano (V.Hugo, 1802-1889).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <em>rapa<\/em> \u00e8 un ortaggio di scarso successo in cucina, la testa di rapa invece \u00e8 un retaggio di grande successo!<\/p>\n<p>Un contadino raffreddato si pulisce il naso con un fazzoletto di\u2026terra!<\/p>\n<p>L\u2019animale che non va mai a letto \u00e8 il maialetto!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ad calendas graecas:<\/em> alle calende greche. E\u2019 un detto dell\u2019imperatore Augusto diventato proverbiale e si riferisce a coloro che rimandano sempre di\u00a0 mantenere le loro promesse. Le \u201ccalende\u201d sono proprie del calendario romano. I greci non le avevano.<\/p>\n<p><em>Cicero pro domo sua:<\/em> Cicerone per la sua casa. Ricorda un celebre discorso forense del grande Cicerone in difesa di una sua propriet\u00e0. Si dice di chi tira l\u2019acqua al proprio mulino.<\/p>\n<p><em>Deus ex machina:<\/em> il Dio (che appare) dalla macchina. Nei teatri antichi spesso la divinit\u00e0 appariva mediante elaborati marchingegni per risolvere situazioni particolari. Si dice ironicamente di chi tiene in mano le redini di tutto e senza di lui non si pu\u00f2 far niente.<\/p>\n<p><em>Non expedit:<\/em> non conviene. Espressione usata dalla cancelleria apostolica per negare qualche richiesta o facolt\u00e0. Notissimo il \u201cnon expedit\u201d di Pio IX.<\/p>\n<p><em>Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini:<\/em> ci\u00f2 che non hanno fatto i barbari, l\u2019hanno fatto i Barberini. Si riferisce alla nota famiglia della Roma rinascimentale che distrusse insigni monumenti dell\u2019antica Roma per edificare i propri palazzi.<\/p>\n<p><em>Sic transit gloria mundi<\/em>: cos\u00ec passa la gloria del mondo. Si usa nell\u2019elezione di un nuovo Pontefice come invito e ammonimento contro la possibilit\u00e0 di insuperbirsi per il grande incarico ricevuto.<\/p>\n<p><em>Tabula rasa<\/em>: tavola levigata, rasata. Quando si scriveva su tavolette cerate, per scrivervi di nuovo bisognava ripulire e levigare. Cancellare, radere al suolo, distruggere tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019amarezza dell\u2019<em>esilio<\/em> \u00e8 descritta da Dante nel Paradiso con questi versi: \u201cTu proverai s\u00ec come sa di sale\/ lo pane altrui, e come \u00e8 duro calle\/ lo scendere e \u2018l salir per l\u2019altrui scale \u201c.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <em>pallio<\/em>: un indumento che dal IX secolo esprime il legame con il Pontefice. Fin dal IX secolo il pallio, la cui origine \u00e8 molto pi\u00f9 antica, \u00e8 il segno distintivo degli arcivescovi metropoliti, che sono legati in maniera particolare al Papa. Largo 5 cm., il pallio \u00e8 decorato con sei croci. Viene consegnato ogni anno ai nuovi metropoliti il 29 giugno, solennit\u00e0 dei santi Pietro e Paolo. Benedetto XVI ha ripristinato per s\u00e9 l\u2019antica forma del pallio, che era pi\u00f9 lungo e pi\u00f9 largo e veniva incrociato sulla spalla sinistra, mantenendo per gli arcivescovi la forma pi\u00f9 moderna. Secondo il diritto canonico ogni nuovo metropolita deve chiedere al Papa il pallio entro tre mesi dalla nomina e pu\u00f2 indossarlo solo nelle chiese della Provincia ecclesiastica che dipende dalla sede metropolitana. Gli agnelli, la cui lana \u00e8 destinata alla fattura dei palli, vengono allevati dai padri trappisti dell\u2019abbazia delle Tre Fontane di Roma. Dal 1644 essi vengono benedetti dal Papa nel complesso monumentale di Sant\u2019Agnese fuori le mura il 21 gennaio. Il pallio viene tessuto e cucito dalle suore di clausura del convento di Santa Cecilia in Trastevere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla Chiesa primitiva ai benedettini di oggi. Le origini del <em>canto gregoriano<\/em> sono molto antiche. I cristiani delle prime comunit\u00e0 lo usavano per intonare le preghiere. Divenne il canto proprio della liturgia romana. Dal VI secolo fu chiamato \u201cgregoriano\u201d in onore di Papa Gregorio Magno che catalog\u00f2 le melodie in un antifonario. Dal VII al X secolo, il canto giunse al suo pi\u00f9 alto livello. Le melodie pi\u00f9 antiche, ormai codificate, furono poste al sicuro da contaminazioni e ne furono composte molte nuove. Il patrimonio gregoriano si arricch\u00ec in maniera straordinaria e le \u201cscholae cantorum\u201d si moltiplicarono in tutt\u2019Europa. Decisiva fu la nascita della scrittura musicale \u201cneumatica\u201d alla fine del IX secolo. Le melodie, in larga parte trasmesse oralmente, potevano ora essere ricordate con un\u2019inedita precisione grazie ai neumi, segni grafici (pi\u00f9 tardi in forma di quadrati) posti sopra la sillaba del testo per indicare l\u2019altezza della nota corrispondente. Nel XIX secolo i monaci benedettini dell\u2019abbazia francese di Solesmes riportarono il canto agli antichi splendori, dopo periodi di alterne fortune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Enea<\/em> fu il traditore di Troia? Qualcuno si stropiccer\u00e0 gli occhi abituato al <em>pius<\/em> Enea trasmesso dall\u2019Eneide di Virgilio, che lo descrive con versi bellissimi con il vecchio Anchise sulle spalle, mentre trascina con una mano il figlioletto Ascanio e con l\u2019altra regge le statuette dei Penati. A molti la condotta di Enea \u00e8 parsa discutibile per una certa leggerezza nei rapporti sentimentali. Creusa, Didone, Lavinia, forse Anna la sorella di Didone sembrano un po\u2019 troppe le donne che egli ha amato. Ma molti saranno stupiti di sentirsi raccontare di un altro Enea <em>impius<\/em>, traditore con Antenore, della sua patria e perci\u00f2 scampato alle stragi e alla rovina della sua citt\u00e0. Proprio in ricompensa del suo tradimento i greci avrebbero concesso a lui e ai suoi familiari ed amici una sorta di lasciapassare, ed egli sarebbe partito per fondare una nuova Troia. Le testimonianze relative allo storia dell\u2019<em>impius Aeneas<\/em> sono numerose, sia greche che latine, e per la maggioranza niente affatto secondarie. Vi accennano autori come Livio, Orazio, Seneca, Tertulliano e tra i greci Dionigi d\u2019Alicarnasso. Tra l\u2019et\u00e0 di Nerone e la latinit\u00e0 pi\u00f9 tarda, la storia di Enea traditore riprende vigore e, pur restando in ombra rispetto alla versione virgiliana, trova ampio spazio nel resoconto che della guerra di Troia danno due singolari autori, \u201cDitti cretese\u201d e \u201cDarete frigio\u201d. Gli anonimi che si celano dietro questi pseudonimi dicono di essere stati partecipi di quel memorabile conflitto. Indirettamente si dichiarano pi\u00f9 degni di fede di chi verr\u00e0 quattro secoli dopo, Omero. Nei loro scritti, tradotti in carcere dal Settembrini e mai degnamente editi in Italia nella lingua originale, il tradimento di Enea ed Antenore ha largo spazio e si colora di aspetti e toni romanzeschi. Durante i secoli bui, non si spense certo l\u2019ammirazione per Virgilio e il suo eroe, come ci dimostra Dante, che del poeta \u00e8 la sua guida nell\u2019aldil\u00e0.Eppure si continu\u00f2 a parlare di un Enea traditore: ne troviamo ampia notizia in un importante romanzo in versi della nascente letteratura francese, il <em>Roman de Troie<\/em> di Benoit de Saint Maure, un monaco normanno. Il romanzo \u00e8 della seconda met\u00e0 del XII secolo ed ebbe una diffusione amplissima in tutta Europa. Ne d\u00e0 prova il messinese Guido delle Colonne, meglio conosciuto come poeta della scuola siciliana legata alla grande figura di Federico II, il quale ritradusse in latino nella seconda met\u00e0 del XIII secolo una delle versioni in prosa del Romanzo francese dando alla sua opera il titolo di <em>Historia destructionis Troiae.<\/em> Il successo fu enorme con traduzioni nelle lingue volgari dell\u2019epoca: ce ne fu una anche in napoletano. L\u2019autore di questa singolare ricerca, Francesco Chiappinelli, sostiene che lo stesso Dante potrebbe aver conosciuto questa diversa faccia di Enea ed esserne stato in qualche misura influenzato nella stesura della <em>Commedia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La nascita dei cognomi: <em>nomen, cognomen, gens. <\/em>In latino il <em>nomen<\/em> identificava la persona, mentre il <em>cognomen<\/em> era l\u2019identificazione della <em>gens<\/em> di appartenenza, pi\u00f9 in generale. <em>Gens<\/em> \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che famiglia: \u00e8 l\u2019insieme di tutti quanti discendono da una origine comune. In epoca repubblicana i romani aggiunsero il <em>cognomen<\/em> come elemento distintivo per sottolineare caratteristiche fisiche, come il colore dei capelli, la balbuzie, il candore della pelle oppure per ricordare episodi che avevano caratterizzato la loro esistenza o nomi di popoli che avevano vinto o campagne militari che avevano effettuato o il luogo di provenienza. I primi veri cognomi appaiono in Italia nel IX secolo come prerogativa distintiva di una classe privilegiata, poi man mano il fenomeno si diffonde sempre pi\u00f9, fino ad arrivare ad essere abbastanza diffuso durante il Rinascimento, pur non trattandosi ancora di una caratteristica ereditaria, ma piuttosto un carattere distintivo della persona. Solo nel XVIII secolo fu imposto per legge l\u2019obbligo del cognome.<\/p>\n<p>Attualmente in Italia per i figli legittimi il cognome \u00e8 del pap\u00e0. Quando un bambino nasce da genitori sposati, la legge italiana proibisce l\u2019attribuzione del cognome materno. Per i cognomi ridicoli, vergognosi o che rivelano origine naturale si pu\u00f2 richiedere il cambiamento presentando una domanda al Prefetto, negli altri casi bisogna rivolgersi al Ministero dell\u2019Interno. Per i figli naturali l\u2019art.262 del Codice Civile prevede che il cognome sia quello del genitore che per primo riconosce il nuovo nato. Se riconosciuto congiuntamente da genitori non sposati, prende il cognome del padre senza possibilit\u00e0 di scelta. Se il riconoscimento avviene prima da parte della madre e poi del padre, sar\u00e0 invece assegnato il cognome materno, ma successivamente i genitori potranno chiedere al Tribunale dei minorenni di utilizzare entrambi i cognomi o di passare a quello paterno. Se il riconoscimento da parte del padre avviene quando il figlio \u00e8 maggiorenne, spetta a quest\u2019ultimo decidere quale cognome mantenere. Un figlio minorenne che diviene legittimo in seguito al matrimonio dei genitori naturali, assume il cognome del padre senza possibilit\u00e0 di scelta; se invece ha superato i 18 anni ha un anno di tempo per decidere quale sar\u00e0 il suo cognome.<\/p>\n<p>Come funziona in Europa? In Spagna si usa sempre il doppio cognome e se ne trasmette solo uno a scelta. In Francia dal 2001 si pu\u00f2 scegliere il cognome del padre, della madre o di entrambi ma tutti i figli con gli stessi genitori devono portare lo stesso cognome. In Gran Bretagna non c\u2019\u00e8 nessuna regola per le coppie sposate: possono scegliere se dare alla famiglia il cognome della madre, del padre o di entrambi. In Germania i coniugi possono mantenere il proprio cognome oppure scegliere fra i due uno \u201cdi famiglia\u201d, i figli dovranno tutti ricevere lo stesso cognome. In Finlandia il figlio riceve il cognome \u201cconiugale\u201d o una a scelta fra quello dei genitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutte le <em>riforme scolastiche:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>1963: <em>media unica<\/em>. Con la legge n.1859 viene istituita la scuola media unica e obbligatoria di tre anni. Sostituisce la divisione tra media ed avviamento professionale esistente in precedenza.<\/li>\n<li>1968: <em>materna statale<\/em>. Con la legge n.444 viene istituita la scuola materna statale.<\/li>\n<li>1969: <em>nuova maturit\u00e0<\/em>. Due scritti: italiano e una materia specifica per l\u2019indirizzo. L\u2019orale su due materie tra le quattro indicate dal Ministero, una scelta dal candidato, l\u2019altra dalla Commissione.<\/li>\n<li>1977: <em>cambia la media<\/em>. Con due leggi vengono raggruppate le materie, introdotti criteri di valutazione con l\u2019abolizione dei voti e il cambiamento dell\u2019esame di terza media. Si tratta di una miniriforma della media unica.<\/li>\n<li>1990: <em>pi\u00f9 maestri alle elementari<\/em>. La legge n.148 riforma l\u2019ordinamento con la scomparsa del docente unico e l\u2019introduzione del team dei tre docenti su due classi, con docente prevalente almeno nel primo biennio.<\/li>\n<li>1997: <em>maturit\u00e0 ristrutturata<\/em>. Nuova riforma della maturit\u00e0 con la legge n.425. Vengono introdotti tre scritti e l\u2019orale su tutte le materie. E\u2019 la formula attualmente in vigore. Commissioni formate per met\u00e0 da docenti interni, per met\u00e0 da esterni, come il presidente.<\/li>\n<li>2000: <em>riforma Berlinguer<\/em>. Il 10 febbraio viene approvata la riforma globale del sistema formativo (legge 53) presentata dal ministro Luigi Berlinguer e proseguita da Tullio De Mauro. Prevede la scuola dell\u2019infanzia di tre anni, una scuola di base di 7 (elementari e medie) e una scuola superiore di 5 anni suddivisa in quattro aree: classico-umanistica, scientifica, tecnico-tecnologica, artistico-musicale. Non entrer\u00e0 mai in vigore, sospesa dal ministro Letizia Moratti.<\/li>\n<li>2002: <em>maturit\u00e0 interna<\/em>. Cambia la composizione delle commissioni d\u2019esame alla maturit\u00e0 con la legge n.448 del 2001: tutti docenti interni e solo presidente esterno.<\/li>\n<li>2003: <em>riforma Moratti<\/em>. Il Parlamento approva la legge n.53. E\u2019 la riforma Moratti. Delega al Governo i decreti attuativi di ogni singola parte entro 24 mesi, ma verranno concessi ulteriori sei mesi di proroga.<\/li>\n<li>Il nuovo ministro Giuseppe Fioroni ha gi\u00e0 messo mano ad alcuni pezzi della riforma Moratti. I cambiamenti principali riguardano il ciclo delle superiori ed il doppio canale: stop alla sperimentazione, rinvio a settembre 2008 per la partenza, ipotesi di un biennio unico, no agli otto indirizzi di liceo. Interventi previsti anche per gli istituti dell\u2019infanzia, la primaria e la media inferiore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rubrica a cura del Dott. Lorenzo Paliotta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON TUTTI SANNO (4) &#8211; 2^ Settimana Agosto 2012 Pennichella hi-tech alla giapponese. Per decenni giudicata un\u2019offesa alla produttivit\u00e0, in realt\u00e0 la siesta apparterrebbe alla storia del Giappone: gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0 gli agricoltori si concedevano una pausa al pomeriggio, abitudine che si diffuse poi con l\u2019arrivo dei missionari spagnoli. 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