{"id":3858,"date":"2012-07-09T17:59:29","date_gmt":"2012-07-09T15:59:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=3858&#038;lang=it"},"modified":"2012-07-09T17:59:29","modified_gmt":"2012-07-09T15:59:29","slug":"il-ruolo-della-donna-nella-societa-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/il-ruolo-della-donna-nella-societa-di-oggi\/","title":{"rendered":"IL RUOLO DELLA DONNA NELLA SOCIETA\u2019 DI OGGI"},"content":{"rendered":"<p>Premesso che, chi scrive non \u00e8 una sfegatata femminista, n\u00e8 una pasionaria che vuole mettere in discussione il ruolo maschile\u00a0 nella societ\u00e0 e nel mondo, tanto meno spodestare o scalzare l&#8217;uomo dalla sua autorit\u00e0 millenaria di capo trib\u00f9, gi\u00e0 acclarata dalla notte dei tempi.<\/p>\n<p>Al contrario,\u00a0\u00e8 a favore delle pari opportunit\u00e0, ovvero, nulla a svantaggio dell&#8217;uomo,\u00a0ma \u00a0nel contempo,\u00a0sia dato alla donna il grande privilegio di essere donna, madre, sorella,\u00a0figlia, ovvero\u00a0\u00a0permetterle la piena realizzazione di tutti quei compiti che in s\u00e9 amministra ed espleta, senza neppure il riconoscimento di un ruolo ufficiale, con parit\u00e0 di diritti e doveri con l&#8217;altro sesso.<br \/>\nPer la donna\u00a0 di oggi, sarebbe sacrosanto e giusto,\u00a0oltre che un tributo alla sua innata capacit\u00e0 di destreggiarsi in mille ruoli diversi, lasciare la libert\u00e0 che le compete e le spetta di diritto,\u00a0al lume dell&#8217;intelletto che gi\u00e0 possiede, poich\u00e9 ella non tenta di aumentare il senso di competizione, ma di influenzare semmai positivamente il suo atteggiamento di\u00a0compatibilit\u00e0\u00a0nei confronti del mondo intero, senza sfidarlo ad armi pari.<br \/>\nSoprattutto perch\u00e9 ne risulterebbe svantaggiata dal ruolo di supremazia maschilista.<br \/>\nLa donna agisce con la consapevolezza di un intuito che \u00e8 quasi infallibile, (ne \u00e8 dotata fin dalla\u00a0nascita),\u00a0le sue capacit\u00e0 logiche sono multiple, possiede\u00a0eccezionali doti di buon senso, di amore, di pazienza, di comprensione, di eqilibrio, di diplomazia, anche di malizia, perch\u00e9 no, perch\u00e9 malizia non vuol dire malvagit\u00e0, crudelt\u00e0, miserabilit\u00e0. Non mi trova d&#8217;accordo la sudditanza di nessuno dei due ruoli, ognuno potrebbe e dovrebbe operare in libert\u00e0, affiancandosi, difendendo il\u00a0proprio spazio d&#8217;azione come pu\u00f2, al meglio delle sue possibilit\u00e0 e capacit\u00e0 attitudinali, in &#8220;simbiosi&#8221;, semmai, senza sovrapposizione n\u00e9 ostentazione, senza scorrettezze e prevaricazione, in sinergia con l&#8217;altro sesso, non in netto contrasto con esso.<br \/>\nMa sarebbe chiedere troppo, perci\u00f2, ci si limiti almeno alla correttezza e alla pari opportunit\u00e0.<br \/>\nDi fronte alle leggi della Natura e di Dio la donna e l&#8217;uomo sono stati creati uguali, nessuno dei due in sudditanza: liberi e felici nell&#8217;Eden fino alla cacciata dal Paradiso terrestre. La donna\u00a0per\u00f2, al contrario dell&#8217;uomo, fin dai primordi ha avuto molte parti sullo scenario della vita, ha dovuto interpretare pi\u00f9 parti e\u00a0quasi sempre le pi\u00f9 difficili:\u00a0crescere e amare i figli dell&#8217;uomo, aumentare il prestigio del partner, sia marito o compagno, interpretarne e facilitarne l&#8217;eventuale benessere, contribuire col sua amore e la sua dedizione alla famiglia, al mantenimento della casa, portare avanti l&#8217;economia dell&#8217;intera comunit\u00e0 familiare, fare salti mortali per organizzarsi, conciliare prerogative di lavoro con esigenze familiari, orari di priorit\u00e0 e necessit\u00e0, dibattersi fino allo sfinimento\u00a0in mille e mille modi diversi per condurre un&#8217;esistenza dignitosa, adeguata alle reali capacit\u00e0 e possibilit\u00e0, alle esigenze eventuali di altri elementi aggregati, che possono subentrare nel nucleo familiare\u00a0del tipo: genitori, suoceri, figli di matrimoni allargati.<br \/>\nCosa manca dunque alla donna perch\u00e9 le venga riconosciuto <span style=\"text-decoration: underline;\">l&#8217;imprimatur<\/span> dei molti ruoli dei quali si fa gi\u00e0 interamente carico,\u00a0senza esserle riconosciuto alcunch* di tutto ci\u00f2, e di cui \u00e8 \u00a0all&#8217;altezza\u00a0 responsabile e guardiana del focolare domestico, pronta al sacrificio per la salvaguardia del suo progetto culturale e morale?<\/p>\n<p>L&#8217;avallo del maschio che pretende la sua piccola territorialit\u00e0 tutta per s\u00e9, e non \u00e8 disposto a condividerla con nessuno, non\u00a0rientra nelle sue aspettative, ella va oltre le remore istituzionali che la vogliono relegata al ruolo di &#8220;cenerentola&#8221; e di sudditanza al partner.<br \/>\nOggi pi\u00f9 che mai la donna si \u00e8 resa autonoma, affrancandosi da un ruolo che era un lacciolo alla sua libert\u00e0, alla sua scoperta del mondo, ai suoi diritti e doveri di essere umano &#8220;pensante&#8221;.<\/p>\n<p>Ora la donna sta cominciando a capire che non \u00e8 pi\u00f9 tempo di sottostare ai loro strapoteri di vita e di morte, alle loro millanterie, ai loro loschi e recidivi inganni, alle malevolenze, alle vessazioni, ai tradimenti. La donna di oggi se non \u00e8 affiancata da un partner compatibile, onesto, retto, autorevole, (senza essere autoritario),\u00a0 preferisce di gran lunga lo stato di <em>single:<\/em> stare sola non la terrorizza, non \u00e8 un assillo, ella \u00e8 assolutamente autosufficiente. La sua condizione di single non la disturba, anzi, talvolta,\u00a0ne fa una privilegiata.<br \/>\nDalla capacit\u00e0 della donna di sapersi adeguare ai mutamenti, di saper far crescere i figli, anche senza l&#8217;uomo, di saper individuare un <em>menage<\/em> sereno, sapientemente dosato di affanni e pene, (che nella vita quotidiana non mancano),\u00a0ma notevolmente gioioso, accogliente, preferibile a quello furioso e destabilizzante del compagno, soprattutto se\u00a0non le \u00e8 congeniale, n\u00e9 compatibile n\u00e9 solidale, ormai \u00e8 consapevole anche la societ\u00e0 in cui viviamo.<br \/>\nDa qui: l&#8217;urto, la rabbiosa reazione, il malcontento, la furiosa gelosia dell&#8217;uomo di oggi.<br \/>\nDa qui, la grande tragedia che sta colpendo da una parte i responsabile di tale situazione e, dall&#8217;altra, le vittime che tale situazione hanno dovuto fin qui subire. Sono stati calcolati in Italia pi\u00f9 di 2000 casi di uxoricidio all&#8217;anno. Una vera ecatombe, una sorta di bollettino di guerra. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>E&#8217; presto detto. Le condizioni di sviluppo sociale, il benessere raggiunto in campo culturale, socio\/economico,\u00a0l&#8217;apertura intellettuale della donna verso traguardi che le hanno consentito\u00a0nuovi orizzonti,\u00a0rapporti sociali, progressi lavorativi, crescita economica, autonomia di giudizio, guadagni, hanno permesso alla\u00a0stessa di negarsi al suo ruolo di eterna &#8220;cenerentola&#8221;, e di non volersi pi\u00f9 sottomettere al padre-padrone, ormai modello obsoleto di un tempo arcaico, che ha finito per perdere la forza bruta del suo bastone di cavernicolo.<br \/>\nMa sembra che l&#8217;uomo non voglia avvedersi della metamorfosi, del cambiamento sociale, culturale, morale, dell&#8217;entit\u00e0 cognitiva, sentimentale, emozionale, ristrutturante e impegnata del ruolo della donna in seno alla societ\u00e0, di cui condivide i dolori e i tormenti.<br \/>\nSoprattutto, pare non voler accettare una simile condizione, una tale mutazione, che diviene\u00a0frustrazione, inconcepibile\u00a0per le sue ridotte capacit\u00e0 di cavarsela da solo.<br \/>\nLa donna, invece, dal canto suo, ha la forza magnifica ed esaltante della sua certezza di &#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\">essere&#8221;<\/span>, la potenza della sua energia propositiva, la sua intuitiva visione del tutto, cui fa appello in casi estremi per evitare di soccombere ai fendenti distruttivi, che la natura stessa le impone. Sicch\u00e9 quando tenta di lasciare un uomo che non d\u00e0 nessuna garanzia di serena convivenza,\u00a0diventa una vera tragedia familiare.<br \/>\nL&#8217;uomo non possiede ancora le facolt\u00e0 di emanciparsi dalla donna, \u00e8 lui il debole, \u00e8 lui lo scriteriato, \u00e8 lui il pi\u00f9 fragile, il pi\u00f9 immaturo, indifeso, il pi\u00f9 arcaico soggetto della modernit\u00e0 e del binomio all&#8217;interno del nucleo familiare.<br \/>\nPerci\u00f2,\u00a0doversi rimettere in gioco, dover ricominciare, doversi separare, condurre una vita da <span style=\"text-decoration: underline;\">single<\/span>, non poter pi\u00f9 imporsi a nessuno, lo fa letteralmente impazzire, gli fa saltare la molla che tiene legati i filamenti del cervello, lo fa andare fuori fase: perdere sul campo dove aveva la superiorit\u00e0, il vantaggio\u00a0e, soprattutto, dover fare a meno dei servigi della donna considerata per secoli ai suoi diretti comandi,\u00a0doversi umiliare a riformularsi daccapo, dopo secoli di predominio e di accondiscendenza della donna, polverizza la sua psiche labile e fragilissima, facendola esplodere come una miccia o un \u00a0congegno ad orologeria.<br \/>\nPiuttosto che dover ammettere il fallimento della sua inutile e surrentizia vita da reuccio, o adattarsi a passare al ruolo passivo di apprendista stregone, doversi lavare i calzini, prepararsi la cena, vivere in disperata solitudine, &#8220;uccide&#8221; il soggetto-oggetto del suo rancoroso legame,\u00a0o si fa saltare le cervella malate.<br \/>\nLa donna, dal canto suo, ha acquisito un ruolo sociale di preminenza, spesso giunta all&#8217;apice della carriera, non intende mollare.<br \/>\nNegli ultimi due anni sono stati\u00a0calcolati\u00a0solo (si fa per dire) 10.ooo morte ammazzate, stuprate, violentate dalla furia selvaggio del maschio che smarrisce la ragione.<br \/>\nDa pochi mesi \u00e8\u00a0\u00a0stato inserito\u00a0nella legislatura italiana il reato di <em><span style=\"text-decoration: underline;\">stolking nella legislazione italiana,<\/span><\/em> in teoria, nelle intenzioni del legislatore, questo strumento dovrebbe servire a moderare i bollenti spiriti dei pionieri&#8230;del far west, o degli abitatori della giungla.<br \/>\nLa donna si \u00e8 resa responsabile di un processo storico che prende sempre pi\u00f9 consistenza e di cui la societ\u00e0\u00a0avverte da poco tempo la &#8220;mutata ratio&#8221;.<\/p>\n<p>La donna \u00e8 provvista\u00a0 di illuminazioni folgoranti, di furbizia spicciola, ma anche di quella profonda, studiata e lungimirante apertura mentale che serve nella societ\u00e0 di oggi: tutte cose che all&#8217;uomo spesso mancano del tutto. L&#8217;uomo \u00e8 <em>istinto, sopraffazione e violenza<\/em>, la donna: dialettica, esercizio della tolleranza, pazienza e lungimiranza. Come si fa a non capire che il mondo oggi ha bisogno di entrambi i poli per innescare il corto circuito? Come si fa a non capire che \u00e8 finito il tempo della sudditanza silenziosa, della irascibilit\u00e0 bestiale dell&#8217;uomo condotta sul filo dell&#8217;arroganza e della forza bruta? solo perch\u00e9 era lui a portare i pantaloni, a provvedere economicamente alla famiglia?<br \/>\nEppure, ci tentano ancora a sopraffare la donna (in generale) i bellimbusti: a stuprare, a violentare, proprio in funzione di quella spinta animalesca che li soggioga, li cattura, li dirige.<br \/>\nSono in bal\u00eca del loro malsano istinto, che li fa credere dominatori del mondo. E lo sono stati per troppo tempo nei secoli passati.\u00a0 Ma ogni cosa ha un fine e oggi la fine \u00e8 venuta con l&#8217;avvento della cultura del diritto, che assegna ad ognuno il suo ruolo, separato e insieme circoscritto, ad un solo grande progetto universale, far sopravvivere il mondo.<br \/>\nNon importa\u00a0Chi vi sta a governarlo, a dirigerlo. L&#8217;importante \u00e8 dominare le negativit\u00e0, prevenirle, mitigarle e possibilmente superarle. Se poi sar\u00e0 merito dell&#8217;uno o dell&#8217;altro sesso niente toglie al merito. Ma questo ancora l&#8217;uomo,\u00a0dopo 2000 anni di storia non lo ha accettato, n\u00e9 capito, neppure \u00e8 disposto a metterlo in discussione e, ancor meno, a lasciare\u00a0che si realizzi\u00a0una simile sovrapposizione di ruoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ninnj Di Stefano Bus\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premesso che, chi scrive non \u00e8 una sfegatata femminista, n\u00e8 una pasionaria che vuole mettere in discussione il ruolo maschile\u00a0 nella societ\u00e0 e nel mondo, tanto meno spodestare o scalzare l&#8217;uomo dalla sua autorit\u00e0 millenaria di capo trib\u00f9, gi\u00e0 acclarata dalla notte dei tempi. 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