{"id":1918,"date":"2012-05-08T11:11:42","date_gmt":"2012-05-08T11:11:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=1918&#038;lang=it"},"modified":"2012-05-08T11:12:04","modified_gmt":"2012-05-08T11:12:04","slug":"gli-scout-cattolici-e-lomosessualita-i-capi-gay-sarebbero-un-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/gli-scout-cattolici-e-lomosessualita-i-capi-gay-sarebbero-un-problema\/","title":{"rendered":"Gli scout cattolici e l&#8217;omosessualit\u00e0 &#8220;I capi gay sarebbero un problema&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/campo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1920\" title=\"campo\" src=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/campo.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/campo.jpg 383w, https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/campo-300x248.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><em>Doveva essere una riflessione d&#8217;apertura: ma ecco le linee guida proposte dall&#8217;Agesci.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><em>Vietato il &#8220;coming out&#8221; e un invito: in caso di situazioni del genere, vanno chiamati i genitori e consultato uno psicologo.<\/em><\/p>\n<p>ROMA &#8211; Capi scout omosessuali che non dovrebbero dichiarare il loro orientamento sessuale, per evitare di &#8220;turbare e condizionare i giovani&#8221;; giovani omosessuali che, a loro volta, dovrebbero essere mandati da uno psicologo, visto che si ritiene possibile educare i ragazzi e le ragazze all&#8217;eterosessualit\u00e0. Doveva essere il seminario dell&#8217;apertura degli scout cattolici dell&#8217;Agesci al tema dell&#8217;omosessualit\u00e0, invece, complice l&#8217;impostazione di alcuni relatori chiamati ad affrontare il tema, \u00e8 finita con l&#8217;essere un&#8217;occasione per presentare l&#8217;eterosessualit\u00e0 come l&#8217;orientamento &#8220;giusto&#8221;, la retta via verso la quale devono essere &#8220;indirizzati&#8221; scolte e rover.<\/p>\n<p>Organizzato dalla rivista &#8220;Scout-Proposta educativa&#8221;, il seminario si \u00e8 tenuto a novembre, ma gli atti ufficiali e le relative conclusioni 1 sono stati pubblicati in questi giorni, incluse quelle che dovrebbero essere le prime linee-guida ufficiali per i capi di tutta Italia. Linee guida che, in alcuni casi, si traducono in un&#8217;offesa (pi\u00f9 o meno volontaria) nei confronti delle persone Glbt. A partire dal paragone tra le adozioni dei bambini da parte dei gay e la tortura o dal divieto di coming out, che sembra riproporre la contrapposizione, ancora molto diffusa, tra persone normali-eterosessuali e anormali-omosessuali.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio seguito dagli esperti, del resto, era chiaro sin dalla presentazione del convegno, nella quale l&#8217;omosessualit\u00e0<br \/>\nviene definita come &#8220;un problema&#8221;. Oltre a due psicoterapeuti &#8211; lo scout Dario Contardo Seghi e Manuela Tomisich &#8211; le lezioni sono state tenute anche da padre Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico presso il Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani). Il religioso, che proviene da 45 anni di attivit\u00e0 negli scout, ha messo in guardia i presenti dalle ostilit\u00e0 nei confronti della chiesa cattolica, anche alla luce degli scandali che hanno coinvolto preti pedofili.<\/p>\n<p>In particolare, Compagnoni ha &#8220;denunciato&#8221; il caso del Regno Unito, dove la legge &#8220;ritiene la coppia omosessuale portatrice di diritti umani al pari della coppia eterosessuale. &#8220;La tesi sottesa in questa affermazione &#8211; dice il sacerdote &#8211; \u00e8 che l&#8217;avere dei figli sia un diritto umano per ogni persona e, se \u00e8 un diritto umano, neanche una comunit\u00e0 religiosa pu\u00f2 sollevare alcuna obiezione. Sarebbe come se un gruppo religioso ammettesse la tortura come pratica lecita: la societ\u00e0 civile non pu\u00f2 ritenere ammissibile la negazione di un diritto fondamentale (in questo caso all&#8217;integrit\u00e0 fisica contro la pratica della tortura) in nome della religione&#8221;.<\/p>\n<p>Pur ammettendo che &#8220;l&#8217;omosessualit\u00e0 non ha nulla a che vedere con la pedofilia&#8221;, il prete ribadisce il pensiero della chiesa sul tema: &#8220;Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono gravi depravazioni. Per questo, le persone omosessuali sono chiamate alla castit\u00e0&#8221;. I gay, inoltre, &#8220;si trovano generalmente in difficolt\u00e0 con il loro sesso corporeo &#8211; afferma padre Compagnoni &#8211; Le persone omosessuali, in linea generale, hanno dei problemi non solo sul piano sociale, ma anche con loro stessi&#8221;. Perch\u00e9 &#8211; e qui vengono in mente le teorie che considerano i gay dei malati &#8211; l&#8217;omosessualit\u00e0 &#8220;\u00e8 un fatto di struttura ormonale e, quindi, anche di struttura cerebrale&#8221;.<\/p>\n<p>Da queste premesse discende, logicamente, che i capi-scout omosessuali non sono visti di buon occhio (a poco serve ribadire, pi\u00f9 volte, che i gay non debbano essere discriminati) e non possono rappresentare un esempio: &#8220;Le persone omosessuali adulte nel ruolo di educatore &#8211; teorizza dunque padre Compagnoni &#8211; costituiscono per i ragazzi loro affidati un problema educativo. Il capo \u00e8 il modello per i suoi ragazzi e sappiamo che gran parte dell&#8217;effetto educativo dipende dalla esemplarit\u00e0 anche inconscia che proviene dall&#8217;adulto. Il capo trasmette dei modelli e i capi che praticano l&#8217;omosessualit\u00e0, o che la presentano come una possibilit\u00e0 positiva dell&#8217;orientamento sessuale, costituiscono un problema educativo&#8221;.<\/p>\n<p>Come comportarsi con un ragazzo omosessuale? &#8220;Secondo me &#8211; conclude il prete, che insegna anche in una pontificia universit\u00e0 della capitale &#8211; bisognerebbe parlare con i genitori e invitare un esperto con cui consigliarsi. In linea generale uno psicologo dell&#8217;et\u00e0 evolutiva o ancora meglio un pedagogista&#8221;.<\/p>\n<p>Per lo psicologo Contardo Seghi &#8211; anche lui proveniente dal mondo scout &#8211; l&#8217;omosessualit\u00e0 non \u00e8 sempre una condizione permanente. Pur evidenziando che non si tratta di una malattia, Seghi afferma che alcune persone &#8220;diventano&#8221; omosessuali in seguito a un trauma o seguendo alcune loro errate convinzioni. &#8220;Molto spesso &#8211; dice &#8211; alcune donne lesbiche avevano incontrato maschi brutali. In queste situazioni per la ragazza o per la donna \u00e8 facilissimo tornare affettivamente a situazioni precedenti, soprattutto se quella dimensione materna (omo-affettiva) \u00e8 stata positiva e appagante. In questi casi, pu\u00f2 facilmente svilupparsi una dimensione omosessuale perch\u00e9 il pensiero inconscio \u00e8: &#8216;se il maschio \u00e8 brutale io trovo pi\u00f9 facilmente soddisfazione affettiva con un&#8217;altra donna&#8217;&#8221;.<\/p>\n<p>Un discorso analogo \u00e8 quello relativo ai gay che, in realt\u00e0, sarebbero degli etero &#8220;latenti&#8221;. &#8220;A volte ci sono delle convinzioni sedimentate da molto tempo, come un caso che ho seguito in cui un uomo, per il fatto di avere provato da bambino delle sensazioni piacevoli toccando lo sfintere anale, aveva sviluppato una modalit\u00e0 di masturbazione con una stimolazione anale. Questo fatto gli aveva prodotto la convinzione di essere omosessuale, e ne \u00e8 rimasto convinto fino ai trenta anni. Ma lo sfintere anale pu\u00f2 produrre di per s\u00e9 piacere a chiunque con una stimolazione, e questa persona non era affatto un omosessuale&#8221;.<\/p>\n<p>Per lo psicoterapeuta, educare all&#8217;eterosessualit\u00e0 \u00e8 possibile e, inoltre, si possono &#8220;frenare&#8221; le pulsioni omosessuali: &#8220;Dobbiamo porre molta attenzione nell&#8217;educare i nostri ragazzi a non identificarsi con ci\u00f2 che sentono perch\u00e9 quel che sentono non definisce pienamente ci\u00f2 che sono. Posso provare una rabbia terribile che devo imparare a gestire e a riconoscere, non identificando me stesso con la rabbia. Devo diventare consapevole del fatto che posso gestire ci\u00f2 che sento. Quindi non c&#8217;\u00e8 dubbio che anche la dimensione sessuale vada poi gestita ed educata. Imparare a gestire le pulsioni e a non identificarsi in quello che si sente&#8221;.<\/p>\n<p>Il capo-scout, in quest&#8217;ottica, svolge un ruolo chiave. Per lo psicoterapeuta, anche un omosessuale pu\u00f2 essere una brava guida, a patto che non ostenti il proprio orientamento sessuale: &#8220;Accennavamo prima al coming out, cio\u00e8 al bisogno che a volte un capo ha di manifestare ed esprimere i problemi della sua identit\u00e0. Un capo di questo tipo &#8211; dice lo psicoterapeuta &#8211; , affetto da protagonismo, se omosessuale, nel percorso di rafforzamento della propria identit\u00e0 pu\u00f2 sentire di dover passare attraverso l&#8217;espressione pubblica del suo orientamento sessuale. Questa situazione pu\u00f2 non essere opportuna in riferimento al percorso di crescita dei ragazzi&#8221;.<\/p>\n<p>Le conclusioni del seminario faranno sicuramente discutere gli scout cattolici, in particolare quanti, collocandosi su posizioni assai pi\u00f9 lungimiranti verso i gay, hanno sollecitato l&#8217;associazione ad organizzare un momento di dibattito. Ora, infatti, le indicazioni e le &#8220;linee guida&#8221; uscite dal convegno saranno inviate a tutti i capi-scout, che, a loro volta, potranno confrontarsi e suggerire altri approcci. Ma per la piena accettazione dei capi omosessuali, in particolare quelli che non vivono di nascosto il loro orientamento sessuale, la strada \u00e8 ancora in salita.<\/p>\n<p>di Marco Pasqua<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doveva essere una riflessione d&#8217;apertura: ma ecco le linee guida proposte dall&#8217;Agesci. Vietato il &#8220;coming out&#8221; e un invito: in caso di situazioni del genere, vanno chiamati i genitori e consultato uno psicologo. 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