{"id":171,"date":"2012-02-21T15:10:58","date_gmt":"2012-02-21T15:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/?p=171&#038;lang=it"},"modified":"2012-02-21T15:11:54","modified_gmt":"2012-02-21T15:11:54","slug":"pasquale-maffeo-la-sintesi-di-la-luna-nel-paniere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/pasquale-maffeo-la-sintesi-di-la-luna-nel-paniere\/","title":{"rendered":"Pasquale Maffeo: la sintesi di \u201cLa luna nel paniere\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Pasquale_Maffeo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Pasquale_Maffeo-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"Pasquale_Maffeo\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-175\" srcset=\"https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Pasquale_Maffeo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ulisseland.com\/journal\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Pasquale_Maffeo-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Veramente grande questo nuovo libro di Pasquale Maffeo. Dico nuovo, anche se si tratta di racconti<br \/>\ngi\u00e0 apparsi in varie riviste lungo un ventennio. Grande perch\u00e9 si ha un\u2019idea unitaria della narrativa<br \/>\ndi Maffeo, di quella vena narrativa che nel corso degli anni ha conseguito i vertici dei Nipoti di<br \/>\nPulcinella e in specie di quel Prete Salvatico che consegna Maffeo tra i grandi narratori del<br \/>\nventesimo secolo. Grande perch\u00e9 questo volume va ben oltre ad una mera antologia ma disegna<br \/>\ncompiutamente alcune tappe realmente \u201ctraccianti\u201d un cammino artistico sempre di ottima fattura.<br \/>\nQuesti diciassette racconti, quindi, che coprono vari aspetti della personalit\u00e0 di Maffeo, si possono<br \/>\nconcentrare attorno ad alcuni temi qualificanti, senza fare un grosso torto a quelli non cos\u00ec<br \/>\nidealmente riassumibili. Probabilmente, la linea pi\u00f9 facile di lettura \u00e8 quella storico-tematica.<br \/>\nDa questo punto di vista si hanno, in ordine dall\u2019inizio, le storie di un antico mondo contadino,<br \/>\nquello legato a Capaccio, nella Campania cilentina; le storie della seconda guerra mondiale; e poi le<br \/>\nstorie contemporanee o comunque del dopoguerra.<br \/>\nDa un punto di vista artistico, invece, il narrare di Maffeo tocca corde assai varie: dal pathos di<br \/>\nsituazioni estreme, come quelle legate alla guerra; alla tensione narrativa di odi e vendette legate ad<br \/>\nun mondo arcaico; alla delicatezza umana, intrisa di profonda pietas cristiana; fino a sotterranei<br \/>\nrivoli di humour, di delicata e spensierata allegria (poca), di voglia, ad ogni buon conto, di vivere.<br \/>\nAltre frecce al suo arco si rintracciano facilmente alla lettura, ma la compiutezza \u00e8 tale che ogni<br \/>\ndefinizione di genere \u00e8 automaticamente troppo riduttiva. Se ricchissima \u00e8 l\u2019indagine psicologica,<br \/>\nstraordinaria \u00e8 la vivacit\u00e0 del parlato e del discorso diretto; se intensa \u00e8 l\u2019ambientazione locale, con<br \/>\nparticolare riferimento al sud, niente di quel che \u00e8 detto rientra nell\u2019ambito del bozzetto e della<br \/>\nnarrativa regionalista.<br \/>\nInvece la saggezza \u00e8, da qualsiasi punto di vista si vogliano guardare i racconti, un filo conduttore<br \/>\nche lega i racconti senza alcuna pretenziosit\u00e0 ma al contrario con un profondo senso delle debolezze<br \/>\ne delle ansie di riscatto dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nIl mondo di Maffeo \u00e8 un mondo di persone semplici, spesso povere, molto spesso legate ad<br \/>\nambienti che oggi sono, o sembrano, completamente scomparsi. Mi riferisco certamente alle storie<br \/>\ndell\u2019ambiente contadino, o dei piccoli paesi descritti all\u2019inizio del libro. Ignoro se qualcosa sia<br \/>\nancora rimasto dei personaggi, umanissimi, poveri, modesti, semplici, legati a un primitivo senso di<br \/>\ngiustizia; ma quel che rimane oggi, al di l\u00e0 degli aspetti pi\u00f9 dichiaratamente sociologici, \u00e8 la<br \/>\ncapacit\u00e0 di Maffeo di indagare dal di dentro questo mondo, senza facili ironie, senza nostalgie,<br \/>\nsenza facili idilli ma in tutti gli aspetti, i pi\u00f9 poetici, i pi\u00f9 dolorosi, i pi\u00f9 piatti. Maffeo, in realt\u00e0<br \/>\nriesce ad indagare umilmente, senza dare giudizi affrettati ma sempre facendo vedere, con assoluta<br \/>\ndiscrezione, quale \u00e8 il suo punto di vista. Il pregio maggiore dei primi racconti consta proprio in<br \/>\nquesta distanza (o vicinanza) affettuosa che pone tra s\u00e9 e i personaggi, tra s\u00e9 e il lettore. In questo<br \/>\nrapporto evita ogni facile retorica nel dipingere personaggi positivi ed evita altrettanto la ancor pi\u00f9<br \/>\nfacile retorica del giudizio severo di un sud spesso isolato dal resto d\u2019Italia e spesso umiliato<br \/>\ndavanti ad una storia che corre pi\u00f9 svelta di lui. Ecco perch\u00e9 ho parlato di saggezza, perch\u00e9 questa \u00e8<br \/>\nla linea di continuit\u00e0, direi di complicit\u00e0 tra l\u2019autore e le sue storie.<br \/>\nMi pare che, al riguardo, i testi maggiormente significativi possano identificarsi in \u201cVattienti\u201d e in<br \/>\n\u201cLadri\u201d. Specie il primo, cos\u00ec legato com\u2019\u00e8 a tutto un mondo primordiale come quello delle<br \/>\nprocessioni quaresimali tra le montagne di un sud impervio e violento, ben presenta le alternative, le<br \/>\ndiversit\u00e0, le peculiarit\u00e0 dei pellegrini che altro non sono che \u201cfetida schiuma delle taverne\u201d. Cos\u00ec la<br \/>\nprocessione del Venerd\u00ec Santo, vissuta da tale marmaglia ubriaca e violenta, si trasforma in una<br \/>\nrischiosa serata in cui si attende ogni attimo lo scoppio della tragedia. \u201cLadri\u201d, anch\u2019esso giocato su<br \/>\nvari registri, ha una conclusione, come molte del resto di Maffeo, che scioglie il dramma in una<br \/>\nvisione bonariamente ironica e distaccata della vita. La vita, coi suoi problemi , le sue ansie e le sue<br \/>\npaure, \u00e8 vista come dall\u2019alto, da un osservatorio dove certi drammi umani si mostrano per quel che<br \/>\nsono, povere piccole cose.<br \/>\nA parlare di ironia viene da pensare, naturalmente, alla lezione del Manzoni; il grande milanese \u00e8<br \/>\npresente in questa Luna del paniere per quel distacco partecipato, per quell\u2019affetto che mette nel<br \/>\ndescrivere le pi\u00f9 piccole cose, le giornate i sogni, della gente normale, in una visione pi\u00f9 ampia dei<br \/>\nfatti, che li riassume e ne fornisce un senso.<br \/>\nC\u2019\u00e8 sempre, viene da dire leggendo la Luna nel paniere, la Provvidenza. La c\u2019\u00e8, la c\u2019\u00e8, in questo<br \/>\nformicolare umano attaccato alla vita in modo istintivo e direi quasi animalesco. Ma in questo<br \/>\nmondo ci sono tensioni fortissime, perfino sublimi, rappresentate da personaggi che hanno gi\u00e0 il<br \/>\nsapore dell\u2019eterno, che vivono l\u2019eterno gi\u00e0 in questo modo, con assoluta semplicit\u00e0, naturalezza,<br \/>\nsenza alcuna superiorit\u00e0 ma in spirito di profonda compartecipazioni alle sorti degli altri esseri<br \/>\numani.<br \/>\n\u00c8 la pietas che appare evidente, forse ancor pi\u00f9 forte nei racconti del tempo di guerra. Questi<br \/>\nracconti, pi\u00f9 lunghi dei precedenti e pi\u00f9 ampi nell\u2019articolazione complessiva delle scene, hanno un<br \/>\nritmo narrativo che rasenta quello dei grandi romanzi, un ritmo epico e brulicante come quello dei<br \/>\nRacconti di Pulcinella, un ritmo che manifesta pi\u00f9 di un punto di contatto, strano ma non troppo,<br \/>\ncon il Pasolini degli esordi. Si direbbe che, in un contesto non pi\u00f9 arcaico ma addossato alla storia<br \/>\nd\u2019oggi, come \u00e8 quello rappresentato dallo spartiacque della seconda guerra mondiale, Maffeo riesca<br \/>\nprobabilmente a dare fondo per intero alla vivacit\u00e0 della sua vena creativa.<br \/>\nIn \u201cUn ritorno\u201d il protagonista, a causa di una infinita teoria di disguidi ferroviari, ha salva la vita<br \/>\nperch\u00e9 la nave su cui doveva partire in una missione di guerra viene affondata da un siluro, e<br \/>\nmuoiono tutti i suoi compagni; in \u201cTitta\u201d la tragedia incombe dal primo all\u2019ultimo rigo: un uomo<br \/>\nnon se la sente di partire dal suo villaggio per andare a scavare una trincea, si finge malato e poi<br \/>\nriesce miracolosamente e provvidenzialmente a scamparla; in \u201cVerso casa\u201d si vivono l\u2019angoscia e la<br \/>\nsperanza del periodo conseguente all\u2019Armistizio dell\u20198 settembre; infine in \u201cDa Campodimele a<br \/>\nNovellara\u201d si vive una grande epopea, drammatica, inquieta, ma anche divertita di un\u2019umanit\u00e0<br \/>\ntravasata da un paese all\u2019altro, scaraventata dal povero sud alla pianura padana, in un clima surreale<br \/>\ne quasi fiabesco di guerra sentita dire ma mai sub\u00ecta.<br \/>\nTra gli ultimi racconti, infine, quelli che si svolgono nel pi\u00f9 recente passato, certamente il pi\u00f9<br \/>\ncommovente risulta l\u2019ultimo, \u201cUn amicizia\u201d. Il pregio del testo non \u00e8 tanto nell\u2019intreccio, assai ben<br \/>\ncostruito, articolato ma in definitiva chiaro e lineare; quanto nell\u2019intelligenza narrativa che sottende<br \/>\na tutto il testo. Sembra quasi che la Provvidenza stia cercando un pretesto per mettersi all\u2019opera, ma<br \/>\nlo vuole fare con discrezione. Ci ricordiamo bene che Dio non \u00e8 nel tuono, nel lampo, nel fuoco, nel<br \/>\nfragore, \u00e8 nella brezza profumata. E la storia raccontata da Maffeo fa proprio parte di questa brezza<br \/>\nprofumata, per la levit\u00e0 dei toni e per il successo che alla fine arride all\u2019umanissima idea del<br \/>\nprotagonista. Le grandi cose, sembra proprio di leggere, sono quelle che nascono dalle piccole cose;<br \/>\nle grandi cose le fanno uomini semplici, donne semplici, bambini, che riescono tutti a trovare<br \/>\nl\u2019occasione per uscire da una situazione penosa, patetica o dolorosa. E cos\u00ec, un fatto amministrativo<br \/>\ncome \u00e8 l\u2019andata in pensione del direttore del carcere, si trasforma in un\u2019occasione. Il protagonista<br \/>\ndella storia, guardia carceraria mai dimentica dell\u2019universo di dolore che sta dietro le sbarre, coglie<br \/>\nquesta occasione per chiedere un favore per un detenuto. Si stabilisce cos\u00ec un nuovo rapporto tra gli<br \/>\nuomini, costruito nella familiarit\u00e0 di un congedo, in cui ognuno fa la propria parte con allegria ed<br \/>\nironia. Il direttore pu\u00f2 firmare il permesso, sta per andare in pensione, ma ricorda sempre la propria<br \/>\nresponsabilit\u00e0 morale e burocratica. \u201cIl conto si fa con la coscienza\u201d. Ma il protagonista pu\u00f2<br \/>\npermettersi di stargli davanti: \u201cPer questo sono qui\u201d.<br \/>\nEcco, mi pare che questo scambio finale, giusto a poche righe dal termine del libro, abbia un valore<br \/>\nemblematico di tutte le storie. Non si \u00e8 all\u2019interno di un universo morale, ma in un\u2019occasione creata<br \/>\ndall\u2019Alto, dove si costruiscono nuovi rapporti umani improntati su una logica nuova. Se \u00e8 vero che<br \/>\nla vita \u00e8 un impegno per tutti, \u00e8 ancor pi\u00f9 vero che il suo nocciolo duro consiste nel fare la propria<br \/>\nparte discretamente, ma fino in fondo. Consiste nell\u2019 \u201dessere qui\u201d. Un essere qui modesto,<br \/>\npronunciato da gente qualsiasi, gente che, pertanto, pu\u00f2 con maggiore facilit\u00e0 capire bene quali<br \/>\nsono le cose pi\u00f9 importanti della vita, senza gli inquinamenti e le dispersioni legate agli interessi del<br \/>\nsuccesso, della carriera, dei soldi. Quando il direttore, incuriosito e sorpreso, rimprovera con ironia<br \/>\nil protagonista di non aver capito in vent\u2019anni di mestiere cosa sia il mondo carcerario, a tutti noi<br \/>\nviene il dubbio che il mondo non sia quello aereo e sognante che noi vedremmo, ma proprio il<br \/>\nmondo il direttore conosce bene. Il direttore ricorda a tutti il mondo con le sue brutture e le speranze<br \/>\ndisilluse, e in modo particolare il rischio di essere \u201cbuoni\u201d a questo mondo.<br \/>\nMa la bont\u00e0, una volta tanto, anche se in un momento di congedo pu\u00f2 essere facile, stavolta \u00e8<br \/>\nveramente vincente, proprio per la capacit\u00e0 del protagonista di stare in piedi davanti al bene e<br \/>\ndavanti al male, e a valutare che non sempre si deve stare in trincea, anche in un luogo come una<br \/>\nprigione. Per questo i due uomini si intendono, perch\u00e9 si trovano per una volta a stare da pari a pari,<br \/>\nsenza gli infingimenti, gli schermi e le barriere della normale vita quotidiana. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 alto<br \/>\ndi entrambi che li accomuna in questa sorta di originale contratto.<br \/>\nE\u2019 la vittoria dell\u2019amore, la vittoria della fiducia nell\u2019uomo, la vittoria della speranza sopra ogni<br \/>\ncosa. C\u2019\u00e8 sempre un posto nell\u2019innocenza. Tante volte, pensando al peccato originale, si dimentica<br \/>\nl\u2019originale purezza, pressappoco cos\u00ec parla il pontefice a Francesco nel film di Zeffirelli. Mi sembra<br \/>\nche, in extremis, questa raccolta di racconti voglia darci proprio questo messaggio, che vale la pena<br \/>\ndi vivere comunque.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Veramente grande questo nuovo libro di Pasquale Maffeo. 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