FORMIA – La “Famiglia Chinappi” incontra la “Inner Wheel” per raccontare la storia della pizza

Il pesce fresco da Chinappi

Ricordo del Ristorante CHINAPPI di Formia

Ricordo del Ristorante CHINAPPI di Formia

Giovedì sera, 12 febbraio, il noto ristorante Chinappi di Formia, inserito dalla Guida enogastronomica del “Gambero Rosso” tra le eccellenze della ristorazione laziale (tra i primi trenta locali della regione), si trasformerà in un vero e proprio laboratorio interamente dedicato alla pizza.

CHINAPPI è anche il Ristorante celeberrimo per il "pesce fresco"

CHINAPPI è anche il Ristorante celeberrimo per il “pesce fresco”


L’iniziativa, promossa dalla “Inner Wheel Formia-Gaeta”, nell’ambito delle proprie finalità associative, vedrà il prof. Giuseppe Nocca percorrere un erudito viaggio lungo la storia della pizza, dai suoi primordi, nell’antica Grecia ed a Roma, dov’era conosciuta col nome di “artolagano” (una focaccia di farina integrale macinata a pietra, con olio, pepe e strutto), per passare al 997 d.C., allorchè la pizza compare per la prima volta, con tale denominazione, in un documento notarile, conservato presso l’archivio della Cattedrale di Gaeta e relativo alla locazione di un mulino, con annesso terreno, presso il fiume Garigliano, redatto da Bernardo, figlio del duca Marino II e vescovo designato della città del Golfo.
Annoverato, quindi, tra i primi vocaboli dell’italiano volgare, il termine pizza viene ripetutamente usato anche nel Medioevo, con diverse varianti linguistiche, secondo l’influenza regionale. Divenuta, ormai, nell’Ottocento, alimento popolare, nella sua versione più semplice, soprattutto nel meridione d’Italia, è nel 1889 che essa esce dall’anonimato, allorchè, in occasione della visita della regina Margherita a Napoli, le venne offerta una pizza con i colori della nuova unità nazionale: il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella ed il verde del basilico. Da allora, la “margherita” assunse tale nome, in onore della sovrana.
Giovedì sera, dunque, Franco e Michele Chinappi riproporranno ai graditi ospiti una gustosa rivisitazione dell’evoluzione della pizza: dall’antica focaccia, a quella tradizionale e risorgimentale (margherita; marinara con pomodoro, acciughe, olive e peperoncino; bianca con mozzarella, olive d’Itri e rosmarino), fino a quella tipica di “Chinappi dal 1957” (pomodoro, aglio, origano e pecorino). La degustazione proseguirà, quindi, con le pizze innovative di ultima generazione: pizza con il pesce (al polpo; alle alici; con rucola, salmone e scamorza) e pizze ripiene (ricotta, mozzarella e salame; broccoletti e salsiccia; scarola), fino al dessert di pizza (una focaccia dolce con crema alla strega, al cioccolato, o con marmellata di arance).
“Inutile sottolineare, aggiunge Michele Chinappi, l’assoluta genuinità degli alimenti usati, in linea con quella che è, ormai, la mission del nostro locale: valorizzare i prodotti tipici del sud pontino e le eccellenze agroalimentari del territorio; dal pesce naturalmente del golfo, al pomodoro torpedino delle aziende Mafalda o Pac, di Mariano Di Vito di Fondi; dal fiordilatte campano doc, all’olio extravergine di oliva delle nostre colline”.
Accanto all’evoluzione storica, aspetto da non trascurare, il prof. Nocca illustrerà, ovviamente, le proprietà organolettiche della pizza e dei suoi molteplici componenti, che ne fanno un alimento in perfetto equilibrio nutrizionale con il consumatore, poiché il rapporto tra carboidrati, proteine e grassi rispetta, quasi integralmente, gli standard che, più di un secolo dopo, l’Inran ha ritenuto idonei per la popolazione italiana.
Il Direttore Dott. Sergio Monforte

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