Marano di Napoli – AKTIS – parte 2^

Tumore della prostata (dal sito dell’Ospedale San Raffaele di Milano)

Nota: dove hanno effettuato la formazione i fisico-medici dell’AKTIS

EPIDEMIOLOGIA

La neoplasia prostatica è attualmente la neoplasia solida maligna più frequente nell’uomo, costituisce circa il 15% di tutte le neoplasie maschili ed è la seconda causa di morte per tumore nell’uomo, dopo la neoplasia polmonare. La fascia di età più colpita sono gli uomini al di sopra dei 65 anni, con un picco di incidenza tra i 72 ed i 74 anni; resta invece un tumore molto raro prima dei 45 anni. Il fattore primario di rischio per lo sviluppo del tumore della prostata è l’età; inoltre vi sono altri fattori importanti come la familiarità, la dieta (sembrano essere fattori protettivi un elevato apporto di vitamina E, di licopene e di acidi grassi omega-3), la razza (quella afroamericana è a maggior rischio di tumore) e lo stile di vita. Riguardo alla familiarità, il rischio di sviluppare tale patologia è raddoppiato se tra i familiari di primo grado ci sono stati 1 o 2 casi di carcinoma prostatico, ed è quintuplicato, fino ad arrivare ad eccedere di 11 volte il rischio standard, se in famiglia ci sono 3 o più casi.

DIAGNOSI

Il tumore della prostata è una malattia asintomatica nella maggior parte dei casi e la sua diagnosi è più frequentemente incidentale. Per tale motivo ha assunto ormai una certa rilevanza lo screening per neoplasia prostatica basato sulla misurazione del P.S.A. (l’Antigene Prostatico Specifico, misurato nel sangue) e sull’esplorazione rettale (procedura minimamente invasiva che consente di valutare le dimensioni, la forma e la consistenza della prostata). Attualmente non esistono in Italia dei protocolli di screening approvati, tuttavia le più recenti linee guida suggeriscono una misurazione del PSA a partire dai 40 anni, sulla quale basare poi la tempistica dei successivi controlli. Il valore del PSA va quindi interpretato individualmente sulla base della storia clinica e familiare dell’individuo, non esistendo un reale valore di “normalità”. Un valore elevato di PSA non è tuttavia sufficiente alla diagnosi di neoplasia prostatica in quanto esistono molteplici condizioni diverse dal tumore che causano un’alterazione del PSA; per tale ragione è necessario sottoporsi ad esami diagnostici più invasivi, il principale dei quali è.la biopsia prostatica trans-rettale sotto guida ecografica. Con essa si ottengono campioni di tessuto della prostata tramite i quali è possibile determinare la presenza di cellule tumorali all’interno della ghiandola.

TRATTAMENTO RADIOTERAPICO

PRESSO L’AKTIS DI MARANO DI NAPOLI

Acceleratore Trilogy: simulazione d’impiego

Illustrazione Tecnica Fisico – Medica – Radioterapica, metodo VMAT 

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Servizio Video realizzato con la collaborazione.

Dott. Nicola De Rosa – Oncologo Radioterapista

Dott.ssa Viviana Carillo – Fisico – Medico

Dott. Pietro Castellone – Fisico Medico

Riprese Video: Sig. Augusto Stampalia Ass. di Laboratorio

FOTOGALLERY

Editoriale del Prof. Luigi Cocomello

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