FORMIA: Lettera aperta a Nicola Zingaretti

Un intervento di Francesco Carta sulla sanità

Il Dr. Francesco Carta

 

    Della terribile crisi che attanaglia la nostra Regione, il territorio del Lazio meridionale segna il tratto più drammatico. Sviluppo, disoccupazione, formazione, trasporti, infrastrutture, versano in condizioni disastrose. La rete ospedaliera e più in generale la sanità non fa eccezione. La sicurezza dei cittadini è a rischio. Dopo i tagli e la falcidia dei servizi, la penuria di risorse e la cattiva gestione di quelle disponibili hanno reso l’attività degli ospedali sempre più difficile.

Gli ospedali di Terracina, Fondi e Formia soffrono per la penuria di personale e apparecchiature. Quello di Formia presenta la maggiore criticità in quanto sede di Dipartimento d’Emergenza ed Accettazione. In questo momento l’attività di Day Surgery (interventi di oculistica, otorinolaringoiatria, ortopedia, chirurgia, ostetricia) presso l’ospedale di Gaeta è sospesa. Nell’ospedale di Formia la Cardiologia, la Radiologia, l’Ostetricia, l’Anatomia Patologica hanno bisogno di rinnovare completamente le apparecchiature: TAC, Telecomandato, Centralina e monitor dell’UTIC, Ecografi.

In questo momento è anche sospesa l’attività dell’Emodinamica. Per l’ennesima volta un’infiltrazione d’acqua proveniente dal soprastante reparto di Dialisi, ha rovinato una parte delle apparecchiature dell’Emodinamica ed ora occorre spendere altri soldi per ricomprarle. Se non fosse già accaduto ci saremmo trovati di fronte ad un incidente imprevisto ma non è così. E’ la terza volta che capita. Emodinamica chiusa vuol dire spostare i pazienti colpiti da infarto all’ospedale di Latina che dista 90 km. A questo punto le chiederei di venire a Formia per rendersi conto di persona di quanto accade.

La nuova Amministrazione Regionale dovrà riprendere il progetto di costruzione di una nuova e moderna struttura ospedaliera e farla finita con le infinite spese di riadattamento della struttura del “Dono Svizzero” vecchia più di cinquant’anni.

Ma nell’immediato possiamo risolvere i problemi operando delle scelte che oltretutto non andrebbero a gravare il bilancio dell’ASL. Invece della Risonanza Magnetica Nucleare, con gli stessi soldi potremmo rinnovare completamente tutte le apparecchiature dell’ospedale indispensabili per la normale attività di diagnosi e cura. Con una decina di medici ed infermieri in più restituiremmo qualità ed efficienza ad una struttura che è presidio d’emergenza per il centro sud della provincia di Latina e, data anche la provenienza di pazienti dal sud della provincia di Frosinone,  del Lazio Meridionale.

Il Direttore Dott. Sergio Monforte

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