NON TUTTI SANNO (n.6) 1° Ottobre 2012

NON TUTTI SANNO (6)

RUBRICA A CURA del Dott. LORENZO PALIOTTA

Il 2 giugno del 1856 l’abate senese, emigrato in Francia, Giovanni Caselli realizza il primo fax commerciale. L’apparecchio si compone (nella stazione trasmittente) di una lamina di stagno sulla quale viene riprodotto con inchiostro grasso il messaggio o il disegno da trasmettere. Una punta di platino collegata ad un pendolo e ad un telegrafo Morse compie un vai-e-vieni sulla piastra stessa, analizzando di fatto punto per punto il grafico. Nella stazione ricevente una punta di ferro scorre, con un movimento concorde e sincrono alla punta di platino trasmittente, su un foglio imbevuto di prussiano di potassio disteso su una lastra di rame. Le due apparecchiature sono collegate tra loro da un telegrafo Morse. Una grossa eco di questo apparecchio ci fu quando Gioacchino Rossini trasmise il 22 gennaio 1860 la pagina di un suo spartito da Parigi a Lione.

 

Si può preparare anche un buon vino di biancospino con 100 gr. di fiori e 100 gr. di vischio lasciati macerare in un litro di ottimo marsala per una settimana. Si filtra e si conserva per l’uso a bicchierini dopo i pasti principali, contro i disturbi della menopausa, le palpitazioni e le digestioni difficili per atonia gastrica.

 

  • Imbecille viene dal latino imbecillus (senza bastone), cioè persona anziana, debole, non in grado di reggersi in piedi senza sostegno. In italiano, debole di mente, stupido.
  • Incubo viene dal verbo cubare (giacere, da cui in italiano covare e incubazione). Si riteneva che il diavolo, giacendo sul corpo del dormiente, disturbasse il suo sonno.
  • Consorte dal latino consors (acc. consortem). Composto da cum (insieme) e sors (sorte). Partecipi di uguale sorte. Vita in comunanza di beni, di fortuna. Quindi marito e moglie.
  • Fesso dal latino fessus (stanco, spossato se riferito ad una persona; incrinato, se riferito ad un oggetto) venuto poi a significare una persona sciocca, di scarsa intelligenza, poco pronta nel capire.
  • Idillio dalla radice greca id, vedere. Idillio, visione, quadretto; in letteratura, componimento poetico (gli idilli leopardiani).
  • Lieto dal latino laetare, concimare che per metonimia (relazione di causa ed effetto) viene a significare fertile, lieto, che rende lieto il cuore del contadino per l’abbondante raccolto. Da qui letizia.
  • Mistero dal verbo greco mùein (chiudere le labbra, tacere). In un celebre papiro greco dei culti di Mitra ci sono queste parole “silenzio, silenzio, silenzio”.
  • Omaggio: hominaticum, da homo che nel tardo latino venne a significare anche servo, vassallo. L’omaggio era il gesto di sudditanza del feudatario nei confronti del suo signore, quando, inginocchiato di fronte a lui e ponendo le proprie mani unite tra le sue, si dichiarava persona di sua appartenenza. Poi, dal significato di “professione di vassallaggio”, la parola è giunta a indicare un gesto di riverenza, ossequio, tributo, offerta.
  • Pagare è soddisfare il proprio creditore. Nella forma originaria è pacare, derivato da pax, pacis. Abbiamo il fenomeno della sonorizzazione, cioè cambiamento fonetico, passaggio da “c” a “g”, e semantico, cioè di significato. Come pure quietanza, derivato di quietare e quieto: chi è stato pagato dichiara di ritenersi soddisfatto, quieto.
  • Palinsesto: dal greco pàlin (nuovamente) e psestòs (gratto, stropiccio). Nell’antichità, e poi nel medioevo, si raschiavano le pergamene e ci si riscriveva sopra. I palinsesti della Rai sono quei grandi fogli che recano l’elenco delle ore e dei minuti dedicati alle singole trasmissioni.
  • Pecunia dal latino pecus (bestiame, gregge). Chi aveva molto bestiame era ricco. Già nell’antica Roma furono coniate delle monete con l’impronta di un animale (bovino e ovino) come elemento di scambio e di compravendita.
  • Referendum dal latino referre (riferire, riportare). Nell’antichità esisteva l’Ufficiale che riferiva, al principe o ad altra autorità costituita, l’oggetto di cause, suppliche e simili. Da qui il significato di riferire il parere della gente attraverso una consultazione popolare.
  • Assassino dall’arabo hashshashin, consumatore di hashish. Nei secoli XII e XIII in Medio Oriente viveva una setta di fanatici che, agli ordini di un capo chiamato “il vecchio della montagna”, compiva imprese sanguinarie sotto l’effetto di una bevanda eccitante, ricavata da una pianta, la canapa indiana, che chiamavano hashish.
  • Battezzare da greco bàpto (immergo), era detto quando il battesimo avveniva per immersione.
  • Candidato dal verbo candere, essere infiammato, bruciare, essere incandescente. In Dante troviamo il candore dei carboni accesi. In maniera figurata, escandescere, infiammarsi d’ira; dare in escandescenze. Poi per una confusione con il verbo canere (essere bianco, canuto), prese il senso di essere bianchissimo ed altro. Nell’antica Roma candidatus è colui che si fa propaganda elettorale per ottenere una carica: ciò si faceva indossando una toga candida.
  • Cattivo: chi è animato da sentimenti malevoli. Captivus era il prigioniero catturato in guerra e diventato schiavo dei suoi vincitori. Nel Medioevo era chiamato captivus diaboli il prigioniero del diavolo, l’ossesso.
  • Clessidra: da kléptô(sottraggo) e kydor (acqua). Specie di vasello da cui l’acqua cadeva in un tempo determinato sottraendosi a gocce. Era usata per disciplinare i discorsi forensi. Si chiamava anche orinolo, da cui il termine “orologio”, oggi di uso comune.
  • Compagno: dalla vita militare, colui che mangiava il pane insieme con un altro (cum e panis; companio, companionis, compagno di rancio). Parola nata durante la dominazione dei Franchi.
  • Conte: da comes-itis. Era così chiamato colui che stava al seguito di un magistrato, e le persone più vicine all’imperatore, i dignitari di corte. Con Carlo Magno diventa titolo nobiliare: Conte.
  • Delirare: deriva dalla civiltà contadina. Lirare è seminare lungo il solco, uscire dal solco è delirare. Nella metafora delirare è uscire di senno.
  • Egregio deriva dal latino ex (fuori) e grex (gregge), cioè fuori dal gregge, dalla massa, perciò famoso, illustre. E’ usato quasi esclusivamente negli indirizzi e nelle intestazioni delle lettere come forma di cortesia, che precede parole come signore, dottore, etc.

 

Maschi e femmine: un calcio alle disparità. Il calcio non è un gioco da femmine. Sono molti a credere che le ragazze farebbero meglio a dedicarsi all’atletica, alla ginnastica o al pattinaggio. Eppure qualcosa sta cambiando, almeno in Gran Bretagna dove ogni anno sono sempre di più le bambine che vogliono dare calci al pallone per sport. I dati dicono che le giocatrici sono 130mila, tutte desiderose di farsi strada sul campo, e più di 8mila le squadre che partecipano ai vari campionati. Numeri rilevanti visto che nel 1993 le squadre femminili erano solo 80. Il Parlamento britannico dunque pensa di utilizzare il calcio per promuovere la parità dei sessi ed ha chiesto alla Federazione inglese che vengano ammesse squadre miste per il gioco del calcio degli under 11.

 

La nazionale americana più amata. Il nome di Mia Hamm negli Usa è più famoso di quello di una star del Nba, il mitico campionato di basket americano. Mia è il centravanti della nazionale femminile di soccer (il calcio americano) squadra che conta molto più fans di quella maschile. Attaccante della nazionale che ha vinto i mondiali di calcio femminile, Mia va fiera della sua passione per il pallone che, neanche a dirlo, è scoccata in Italia dove da bambina ha vissuto con i genitori per un breve periodo.

 

Everest: made in Italy contro i rifiuti. Si chiama Earth, che in inglese significa terra. E non a caso. Si tratta di una sofisticata tecnologia per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ad alta quota, tutta pensata e prodotta da un’azienda italiana in collaborazione con il Cnr. Obiettivo: migliorare la salute del Pianeta. In particolare quella delle più alte montagne del mondo, l’Everest e tutta la catena dell’Himalaya, dove i rifiuti sono un grosso problema, visto che in questi ambienti, la mancanza di ossigeno e di energia elettrica rende difficile il loro degrado. Soprattutto quando la mole è tanta. E con l’immondizia che producono le 125 spedizioni dirette sull’Everest ogni anno si potrebbero riempire ben quattro vagoni ferroviari! Earth è in grado di smaltire la quasi totalità dei rifiuti senza energia elettrica né acqua. Il bello del made in Italy.

 

Firenze capitale della paremiologia. Non spaventatevi, la paremiologia non è una malattia infettiva. Si tratta invece della scienza che studia i proverbi e che in Italia possiede addirittura un Centro di studio apposito e unico al mondo presso l’Università di Firenze. E’ lì che, dal 1970, si sta tentando un’impresa pazzesca, cioè la costruzione dell’Atlante Paremiologico Italiano: una banca dati elettronica in cui archiviare tutti i detti popolari italiani, nelle loro diverse varianti locali. La ricerca dura da decenni ed ha toccato tutta la penisola, ma è ancora lontana dal termine anche se il materiale raccolto, come si può immaginare, è ricchissimo, così abbondante che è stata abbandonata l’idea di stampare l’Atlante: i fogli sarebbero così grandi che si farebbe fatica a leggerli. Intanto accontentiamoci di due Dizionari dei proverbi italiani editi dalla Zanichelli (Guazzotti e Oddera) e dalla Utet (Boggione e Massobrio).

 

Sofia: scoperta arena romana tipo Colosseo. Spettacolare scoperta in Bulgaria, nel centro della capitale Sofia: un anfiteatro romano, paragonabile per dimensioni al Colosseo, è venuto alla luce durante recenti scavi. I primi indizi dei resti di un’antica costruzione romana sono apparsi mesi fa, durante i lavori per la costruzione di un albergo. Oggi, grazie ai primi scavi archeologici, si può avere un’idea più precisa dell’antico anfiteatro: iniziato all’epoca di Diocleziano, fu concluso da Costantino nel IV secolo d.C., quando Sofia (il cui nome antico era Serdica) e la Bulgaria facevano parte delle province orientali dell’Impero. L’impressionante arena è lunga 60 metri e larga 43; secondo le stime degli esperti, le tribune erano alte 20 metri e potevano ospitare oltre 20.000 spettatori. L’anfiteatro fu costruito sopra un teatro del I-II secolo d.C.

 

Frutta: maturità garantita. Da sempre per capire se una pesca è pronta da cogliere o da comprare sono bastati gli occhi esperti del contadino o della massaia. Magari occorreva una palpatina per verificare la morbidezza dell’albicocca e se proprio l’acquisto era stato un po’ avventato bastava aspettare qualche giorno. Ma nell’era della scienza nel campo e in cucina tutto è cambiato. Sta per essere perfezionato un sensore che segnala quando la frutta è matura al punto giusto. I produttori eviteranno di gettare inutili quantità di frutta passata di maturazione, i consumatori avranno un aiuto sicuro. Si tratta di una targhetta, allo studio nei laboratori dell’università dell’Arizona, che appoggiata sulla frutta ne rileva – cambiando colore, dal bianco al blu – la quantità di etilene, un gas naturale rilasciato quando la frutta è pronta. Semplice no?

 

Maleducazione da spiaggia. Scene da una spiaggia d’agosto: cosa c’è di peggio, mentre in tutto relax ti stai godendo lo spettacolo del mare, di quella pallonata che ti arriva dritta sul naso dal campetto di pallavolo improvvisato sul bagnasciuga? Di peggio, per esempio, ci sono gli spruzzi d’acqua gelata che riesce a regalarti l’intrepido bagnante che ha urgenza di tuffarsi: arriva come un treno, si butta urlando e non gli importa se tu stai cercando di adattarti gradatamente alla temperatura dell’acqua. Di peggio c’è la palettata di sabbia che ti impana come una cotoletta; te la rifilano i due piccoli litiganti che si contendono urlando secchiello e giochino. Può addirittura capitare che i due monelli abbiano al seguito una mamma con la voce tagliente che li rimprovera a distanza, promette castighi che non arrivano mai, minaccia di alzarsi e non si alza. Vogliamo parlare poi dei disturbi da moto d’acqua, da discoteca a cielo aperto, da acquagym collettiva o da palestra su sabbia? Il Codacons ha stilato un elenco delle lamentele più diffuse raccolte tra i bagnanti a Ferragosto. Nella classifica delle cafonate ci siano bacchettate gratuite e schizzi ghiacciati, docce chilometriche, musica e urla a tutto volume, immondizia sparsa con noncuranza, cicche di sigarette sepolte tra la sabbia, ma soprattutto, primo in classifica, il chiacchiericcio continuo e invadente al cellulare…è desolante ma purtroppo questo è l’affresco di ciò che siamo. Italiani, brava gente ma tutta da educare.

 

Obesi a quota un miliardo. Il numero delle persone in sovrappeso supera per la prima volta quello di chi è denutrito. I grassi della terra sono un miliardo, contro gli 800mila che non hanno abbastanza da mangiare. Il dato arriva dall’Università della Carolina del Nord: un abitante del pianeta su sei pesa più di quanto dovrebbe ed è probabile, continua lo studio, che il numero dei sovrappeso aumenti ancora. E aumentino, di conseguenza, le malattie che al grasso in eccesso sono legate.

 

Più magri, ma solo in foto. E’ la macchina fotografica che i cicciottelli hanno sempre sognato, quella che permette di realizzare un dimagrimento rapido. Virtuale, ovviamente. Basta un clic pigiando il tasto “slimline” e il prodigio è fatto: la pancetta non c’è più, i fianchi sporgenti sembrano limitati, la vita appare strizzata. Diventare più magri in foto è una realtà resa possibile da un nuovo modello di fotocamera digitale in vendita in Gran Bretagna al prezzo di 199 euro, acquistabile anche su Internet. Il trucco sta tutto in una funzione che restringe i pixel al centro dell’immagine, senza deformarla, anzi mantenendone le proporzioni e l’armoniosità. Per chi si accontenta di osservarsi così, snello almeno in foto, vietato però guardarsi allo specchio.

 

Il turismo spaziale diventa una realtà. Scordatevi spiaggia e ombrelloni, almeno se deciderete di entrare negli uffici dell’agenzia viaggi austriaca Space Adventures. Vi metterà in mano un biglietto davvero speciale: destinazione spazio e precisamente la Stazione Spaziale Internazionale, 386 chilometri dalla superficie terrestre. L’Agenzia ha già portato tra le stelle tre uomini e nei prossimi due anni prevede di trasportarne centinaia di volte tanti. Il pacchetto turistico dipenderà dai gusti personali di ciascuno: fermarsi sulla stazione un paio di giorni o di settimane, volteggiare nello spazio accompagnati  da un astronauta o limitarsi  a una sbirciatina dal finestrino. Entro il 2012, poi i turisti stellari  potranno anche decidere  se pernottare in un albergo a 3 o 4 stelle, in una camera  con vista Luna o Terra: parola della società aerospaziale americana Bigelow che, sulla scorta della dei successi della cugina austriaca, lo scorso 12 luglio 2006 ha lanciato nello spazio il primo prototipo di hotel galattico. Se tutto andrà bene, tra 4 o 5 anni sarà la volta di quello vero: con tanto di ristorante, discoteca e palestra. Per raggiungere l’hotel  basterà prendere una navetta (spaziale. sintende): niente traffico o code al casello, unico inconveniente il costo del biglietto che si aggirerà intorno ai 158 mila euro. Quisquilie rispetto al prezzo dell’intero pacchetto: i primi 200 turisti ad alloggiare nell’Hilton stellare dovranno sborsare, per due settimane e 90 minuti di visite guidate nello spazio, ben 27 milioni di euro!

 

Dennis Tito, Mark Shuttleworth e Gregory Olsen sono i nomi dei primi tre turisti approdati sulla Stazione Spaziale Internazionale, rispettivamente nel 2001, nel 2002 e nel 2005. Ma la storia della conquista umana dello spazio comincia molto prima, con il primo volo attorno alla terra compiuto dal cosmonauta russo Jurij Gagarin e poi con il  memorabile “passo” dell’americano Neil Armstrong sulla superficie lunare nel 1969. Allora alcuni studiosi misero in dubbio la veridicità dello sbarco, che era stato trasmesso in diretta sulle tv di tutto il mondo, sostenendo che si trattava solo di un film girato su un set cinematografico. Una polemica riaccesasi qualche giorno fa, quando la Nasa ha dato notizia della clamorosa scomparsa del filmato su Armstrong e compagni dai suoi archivi. Per ora il nastro sembra introvabile. Sulle reti Rai Minoli vi ha dedicato uno speciale il 22 agosto 2006.

A Cura del Dott. Lorenzo Paliotta

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